Il Credito Fondiario rilancia, cambia pelle e diventa Banca CF+, nuovo gruppo bancario al servizio delle imprese. La nuova realtà, che si posiziona come challenger bank tecnologicamente evoluta specializzata in soluzioni di finanziamento alle aziende in situazioni performing o re-performing, è partecipata per l’88% dal fondo Elliott e per il 12% da azionisti del gruppo Tages ed è guidata da Panfilo Tarantelli (nella foto a destra) in qualità di presidente e da Iacopo De Francisco (nella foto in basso a sinistra) come amministratore
delegato e direttore generale. CF+ ha obiettivi ambiziosi. Il piano industriale a cinque anni si propone di superare i 4 miliardi di euro di attivi in gestione e di conseguire target di efficienza e profittabilità tra i più alti del sistema bancario: cost income al 42%, ROAE (Return on average equity) pari al 23%, che equivale a una previsione di utile di circa 50 milioni di euro l’anno.
È bene ricordare che a seguito dell’articolata riorganizzazione societaria di Credito Fondiario, in agosto 2021 c’è stato lo spin off delle attività di gestione e investimento in crediti deteriorati confluite in Gardant (stessi azionisti di Banca BC+ ma diversi i cda). Sinergie tra le due realtà «potrebbero esserci in futuro ma non è il punto focale», precisa Tarantelli. Banca CF+, per soddisfare le esigenze delle aziende cui si rivolge, ovvero la piccola e media impresa italiana,
un segmento che conta più di 200.000 aziende con fatturato tra 2 e 100 milioni di euro, offrirà, attraverso una piattaforma tecnologica evoluta, soluzioni specializzate di finanziamento per l’impresa: factoring, finanziamenti garantiti e non da MCC e SACE, acquisto di crediti fiscali. Queste le tre principali aree d’affari su cui conta di svilupparsi la nuova «challanger bank». Tra i punti di forza dell’istituto la digitalizzazione della piattaforma creditizia che nelle intenzioni del management consentirà di arrivare a una erogazione rapida del credito alle pmi, società che hanno subito più di altre la riduzione del credito bancario in questi anni. I tempi per l’erogazione del credito, infatti, secondo De Francisco, «sono di circa un mese, contro l’attuale standard di mercato che prevede tempi di istruttoria di almeno 2-3 mesi». Il management, ha importanti quote di stock option, sottolinea come ci sia stato un potenziamento della governance che oggi vede in consiglio quattro nuovi membri: Davide Croff, Emanuela Darin, Claudio Battistella, Paolo Vagnone. «Con oltre 120 anni di attività nel settore del credito, Banca CF+ si propone oggi come partner specializzato per le aziende italiane in un momento particolarmente rilevante per il rilancio economico del Paese e delle sue imprese.
Il nostro obiettivo è quello di costruire una banca innovativa, tecnologica, solida e flessibile in grado di diventare rapidamente un benchmark di mercato», sottolinea il presidente di Banca CF+, Panfilo Tarantelli. Continua De Francisco: «l’Italia è un paese molto bancarizzato ma pensiamo ci sia ancora spazio per chi sa migliorare il rapporto tra imprese e banca, rendendolo più snello, più efficiente, più tecnologicamente avanzato». E precisa: «da noi non ci saranno filiali». Banca CF+ ritiene possibile la quotazione in Borsa già nell’arco del piano al 2026 illustrato alla stampa. «Se sapremo conseguire i numeri previsti dal piano, si può pensare già nel corso del piano stesso un percorso di questo tipo. Ora siamo alla fase di partenza, ancora ci dobbiamo presentare alle imprese. Se conseguiremo gli obiettivi prefissati, ci sarà già spazio per una quotazione nell’arco del piano», afferma De Francisco. I due manager non hanno escluso la crescita per linee esterne. «Siamo cresciuti attraverso acquisizioni ed è quindi una storia a noi vicina», dice l’ad. Aggiunge: «c’è spazio per una crescita tra realtà innovative che stanno nascendo per fare scala. Quindi non vediamo in modo negativo la possibilità di accelerare il nostro percorso di crescita con società anche in settori contigui». Per lanciare i nuovi servizi, Banca CF+ ha recentemente completato la fusione per incorporazione di Fifty, società specializzata nel factoring operativa sul mercato dal 2016, e l’acquisizione di Fivesixty, società di advisory attiva nel segmento della Finanza Garantita. E quali sono i competitor di CF+? Risponde De Francisco: «vogliamo andare a prendere quote di mercato dalle grandi banche, non certo dalle piccole molto specializzate. Il vero vantaggio competitivo è saper legger meglio degli altri la bontà del credito di un’azienda».