Buyback, il 2023 sarà un anno da record

Il 2023 si prospetta un anno da record per i buyback. Come scrive Affari&Finanza, a dare il via a tutto è stata l’America: a gennaio, infatti, gli annunci sono più che triplicati rispetto all’anno prima, raggiungendo la quota di quasi 132 miliardi di dollari, ovvero il 15% in più anche rispetto al precedente miglior risultato di sempre in gennaio, di due anni fa.

Secondo le stime, il 2023 sarà l’anno in cui a Wall Street verranno realizzati buyback per oltre mille miliardi di dollari. Ma anche l’Italia, nel suo piccolo, sta facendo bene, con i recenti annunci di Intesa e Unicredit che hanno varato piani analoghi come volumi, con Eni che ne ha appena concluso uno da 2,4 miliardi e Generali uno da 500 milioni. Più contenuto il piano da 236 milioni di Anima, mentre Mediobanca sta pensando a una nuova edizione.

Nonostante i 5 miliardi di buy back annunciati da Bnp Paribas, la patria incontrastata del fenomeno restano gli Usa: Meta ha appena annunciato un’operazione da 40 miliardi ed Exxon-Mobil un piano biennale da 35 miliardi.

Per gli esperti, anche in Italia aumenteranno i buyback in quanto il settore finanziario è quello più propenso al riacquisto di azioni e a Piazza Affari ci sono sempre più investitori istituzionali esteri, che apprezzano questo tipo di remunerazione.

Ma la critica più diffusa a questa pratics riguarda l’opportunità di investire su se stessi. Infatti, se una società ha soldi da spendere, molti ritengono che dovrebbe impiegarli per crescere, sia con investimenti produttivi per ampliare l’attività sia con operazioni straordinarie che allarghino il perimetro.

In generale, anche alla luce dei rialzi di questi mesi,  i gruppi che hanno realizzato buyback hanno fatto buoni affari comprando se stessi. Generali ad esempio ha pagato le azioni al prezzo medio ponderato di 15,10 euro, contro un valore attuale intorno a 18; Unicredit nel 2022 ha realizzato il riacquisto in due riprese: la prima volta ha pagato una media di 9,74 euro per azione, la seconda 11,50 contro valori attuali che sfiorano i 19; Intesa ha completato la prima tranche del buyback pagando le azioni 1,7195 euro contro i 2.5 attuali.