L’Italia è ai primissimi posti al mondo per capacità di risparmio, ma in fondo per quanto riguarda l’alfabetizzazione finanziaria. A dirlo è un sondaggio dell’Osservatorio Donne e Finanza, nato in seno alla Liuc Business School di Castellanza, Varese.
Come emerge dalla ricerca, solo il 4,5 % delle donne in Italia dichiara di ritenere di avere un elevato livello di cultura finanziaria. Mille le donne intervistate, che hanno rivelato come la cultura finanziaria sia un nodo in parte ancora da sciogliere. Chi ha dichiarato di informarsi, lo fa per lo più con l’obiettivo di ricevere consigli di investimento, mentre solo una su tre si informa sull’andamento dei mercati e una su quattro ha interesse verso temi e dati macroeconomici.
In questa sua iniziativa d’esordi, l’Osservatorio evidenzia come le donne che investono lo fanno soprattutto in
libretti postali e in conti deposito (44%), prodotti assicurativi/integrativi (34%) o in case di proprietà (31%).
Mediamente solo il 15% investe in azioni e titoli di stato. Una su quattro non effettua alcuna forma di investimento e due donne su tre si dichiarano economicamente indipendenti, soprattutto grazie ai risparmi derivanti dal proprio lavoro (76%).
Le donne che non possiedono risparmi risultano per la maggiore non lavorare, avere un basso livello di istruzione e risiedere nel Sud Italia. Circa il 60% del campione ha espresso preoccupazioni circa il proprio futuro economico. Sul fronte degli strumenti di pagamento e gestione, una donna su cinque non possiede un conto corrente personale, mentre solo il 15% possiede conti full-digital. Il bancomat risulta lo strumento di pagamento più utilizzato, mentre le nuove generazioni si servono di strumenti quali carte di pagamento evolute o strumenti P2P.
Il prossimo appuntamento dell’Osservatorio sarà a luglio, quando verrà presentata l’indagine sul ruolo delle donne nell’industria finanziaria.