La spirale finanziaria miete vittime nel credito

L’Italia può salvarsi dalla crisi endogena, ma non è in grado di proteggersi da quella esogena? Sembrerebbe proprio di no. La conferma arriva da uno studio condotto da Nomisma sugli effetti reali degli eccessi finanziari globali e in particolare sulle conseguenze sul mercato immobiliare.

Quali sono stati i virus che hanno avvelenato il corpo finanziario per eccellenza, ossia gli Stati Uniti?
Eccoli elencati:
-l’indebitamento delle famiglie, arrivato a toccare punte del 131% del reddito disponibile;
-le speculazioni finanziarie tramite strumenti derivati senza finalità di copertura dal rischio e la diffusione della tecnica dello short selling (possibilità di vendere titoli non detenuti, con l’obbligo di consegna dei titoli entro una certa scadenza);
-la cartolarizzazione dei prestiti, che ha consentito alle banche erogatrici di creare pericolosi cocktail finanziari e di spalmare il rischio su altri soggetti sparsi nel mondo;
– l’assenza di standard regolamentari che hanno spinto le famiglie a compiere arrischiate operazioni di indebitamento

E sebbene le banche italiane abbiano assunto un comportamento più prudenziale nell’erogare nuovi prestiti, è anche vero che negli ultimi anni esse hanno modificato il proprio ruolo aumentando l’attività di compravendita sui titoli, in questo modo si sono ritrovate con un patrimonio intossicato da strumenti finanziari di origine statunitense.

E un altro elemento che mette in luce la ricerca condotta da Luca Dondi dell’Orologio, analista finanziario sul comparto  real estate di Nomisma, è che l’evoluzione delle erogazioni di finanziamenti nasconde il cambiamento che ha caratterizzato questo mercato. Ossia che il frequente ricorso alle sostituzioni non alimenta il mercato della compravendita e che fino a quando il mercato dei mutui sarà sostenuto dalla rinegoziazione e non dalle altre opzioni in essere, ossia surroga e portabilità.

Questo non vuol dire però che in Italia succederà quello che sta accadendo in Spagna, ossia che le quotazioni del mercato immobiliare si ridimensionino notevolmente per l’eccesso dell’offerta o che le banche italiane mettano in atto come le banche americano la messa all’asta delle case dei mutuatari degli insolventi. Siamo lontani da queste posizioni.

Le banche italiane come detto sono state prudenti e ora sono ancora più selettive e la selettività è stata indotta soprattutto dal peggioramento dell’indice di rishciosità. In Italia le sofferenze sui mutui sono di circa 5,6 miliardi, un elemento sottodimensionato. Anche se secondo le proiezioni quest’anno le sofferenze dovrebbe superare i 7 miliardi, un dato che potrebbe avere delle ripercussioni sul sistema bancario italiano.

Nel corso del 2008 la flessione sul mercato immobiliare è stata stimata in 90mila compravendite in meno per il solo mercato residenziale, mentre i prezzi dovrebbe mostrare una flessione media dei valori in termini reali tra il 3 e il 5%.