La crisi c’è ma sta finendo

Giunti ormai alla metà del Forum Ambrosetti che quest’anno si intitola “Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive”, il concetto chiave attorno cui ruota l’incontro è ormai chiaro: i più importanti politici ed economisti del panorama internazionale non ritengono la crisi del tutto conclusa anche se la situazione sta migliorando. Già ieri Nouriel Roubini aveva sottolineato che i prossimi sei mesi del 2010 saranno difficoltosi. Anche il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, oggi ha sostenuto che la crisi europea viaggia ancora “verso una terra incognita e che sono ancora possibili dei problemi, non in Italia ma forse in altri Paesi europei. Bisogna essere prudenti, questa è la realistica visione delle cose. Bisogna anche dire”, ha aggiunto Tremonti “che è finita per l’Italia la fase che ha portato da ultimo a dover fare la manovra”.

Tremonti non ha dunque nascosto la sua vena ottimista per il futuro dell’economia italiana. “Le entrate fiscali sono buone e non ci sarà bisogno di nessuna manovra in autunno”, ha detto. “Ci sarà la finanziaria che conterrà la manovra in tre tabelle. Chi sperava in un crollo nostro , ci dispiace ma resterà deluso”. 

Il numero uno di via XX Settembre ha anche lanciato un monito all’opposizione. “Deve essere propositiva e costruttiva: noi ascolteremo”, ha detto. Tremonti ha anche risposto a chi gli ha chiesto se, in vista del nouvo Dpef, ora Sdpf, è possibile pensare un patto con l’opposizione per uscire definitivamente dalla crisi”. Al riguardo il ministro ha invitato anche le parti sociali ad “esprimere idee e proposte”, poi, ha concluso, “la sintesi spetta al Governo”.

Nella mattinata di oggi anche Joaquin Almunia, attuale commissario europeo con portafoglio della Concorrenza , ha espresso un cauto ottimismo verso la ripresa dell’economia europea. Il politico spagnolo ha prima di tutto ammesso di considerare i problemi della Grecia e dell’Irlanda verso la risoluzione. “Con i pacchetti varati di recente”, ha detto, “sono fiducioso che questi Paesi usciranno dalla crisi”. Almunia ha anche sottolineato la solidità del sistema bancario italiano, “tra quelli che hanno risentito meno della crisi”.

“Le banche italiane sono state le migliori d’Europa ad affrontare le conseguenze della crisi e mi augurano siano le migliori anche a soddisfare le esigenze di finanziamento delle imprese”, ha detto. “Il sistema finanziario italiano è uno dei meno colpiti dalla crisi ma tutte le banche, in Italia e all’estero, devono affrontare i loro problemi di bilancio per adeguarsi alle regole sui nuovi requisiti patrimoniali previsti da Basilea3. Allo stesso tempo”, ha proseguito, “devono fornire credito all’economia reale”. Più in generale Almunia ha ricordato che la Commissione lavora per capire “come adattare i regimi temporanei eccezionali adottati nel 2008 per rispondere alla crisi alle nuove esigenze e permettere alle banche e agli istituti finanziari di operare” in un contesto di maggiore normalità. Tuttavia, ha sottolineato, “non siamo ancora al punto di poter tornare alle regole di prima della crisi”.

“Non possiamo dire che tutti i problemi siano risolti”, ha continuato Almunia, “sia per quanto riguarda alcuni gruppi sia per quanto riguarda la ripresa del flusso del credito all’economia, ma è certa una cosa: la sfida più dura della crisi finanziaria è alle spalle”. In ogni caso, il sistema di garanzie e ricapitalizzazioni attuale resta in piedi e a novembre l’Antitrust deciderà se prorogarlo o meno oltre il 2010.

Lo spagnolo ha poi evidenziato come gli stress test messi ha punto dall’Europa si sono rivelati efficaci esattamente come quelli varati dagli Stati Uniti, anche se il sistema bancario americano presenta alcune importanti differenze rispetto a quello europeo.