di Luca Spoldi
In molti puntano il dito sulle società e non si rendono conto di non essere portati per la professione di pf. Molto, però, dipende da chi recluta. Dice un utente di Blurating.com: “Solo se hai un ruolo che ti ha permesso negli anni di consolidare una relazione con i clienti di reciproca e profonda soddisfazione puoi ambire alla professione di promotore. Ma – prosegue il nostro lettore – devi essere pronto a tollerare le incertezze e la variabilità di ricavi iniziali”. “Da ex bancario ora promotore soddisfatto – conclude – ti consiglio, prima ancora di valutare le società mandanti, di valutare se possiedi i requisiti adatti perché, se così non fosse, il rischio sarebbe quello di farsi molto male, anche con la migliore società” e sottolinea un’ultima perplessità: “Se dici che avendo una probabilità su due di vincere non vale la pena rischiare, sappi che in questa professione uno su mille ce la fa. Buona fortuna”.
Non tutti sono ovviamente così educati e benevoli nei loro commenti (il che ci porta a ricordare a chiunque scriva, specialmente quando approfitta dell’anonimato, che non è corretto né tollerabile insultare altri utenti né le loro opinioni) e questo dà modo a un altro nostro lettore, Luciano, di sottolineare come sia “indubbio che per essere promotore finanziario occorrano delle attitudini ma è lecito dare valutazioni di merito sulle società che reclutano”. “Tutti noi, credo, abbiamo il massimo rispetto per chi svolge la professione, anche di quei colleghi che difendono con “calore” la propria società, ma è occorre dare giudizi sui modelli distributivi che queste società adottano per promuovere i propri affari o per reclutare”. Tesi sottoscrivibile anche da parte di questa redazione, purché si resti, appunto, nel campo delle critiche costruttive e non del “tifo da stadio” pro o contro questa o quella società, questo o quel professionista. “Caro Vincenzo – conclude Luciano – secondo me (lei) ha evidenziato un fatto importante: alcune società, per il reclutamento, si affidano a persone inadeguate ma certe società non sono adeguate rispetto alla crescita del mercato e della professione”. Il merito dell’amico Vincenzo “è stato quello di guardarsi attorno e alzarsi dalla scrivania: “Dami retta Vincenzo, non mollare. La società che ti darà prospettive serie sulla nostra professione la troverai prima o poi”.