Banca Monte dei Paschi guarda ai giovani: uno studio dell’Area Research – Market Intelligence di Rocca Salimbeni ha infatti segnalato come siano quasi 10 milioni in Italia i giovani di età compresa fra 15 e 29 anni, pari circa il 16% della popolazione nazionale. Una generazione (anche di potenziali clienti) con comportamenti e stili di vita profondamente diversi rispetto al passato, in cui cresce costantemente il peso dei “nativi digitali” (il 39,5% di loro possiede uno smartphone, quasi il 90% dei giovani che navigano in internet è iscritto a Facebook e il 66% di loro cerca notizie quasi esclusivamente attraverso la rete e i motori di ricerca).
Una generazione ancora da sostenere, visto che sono circa 6 milioni i giovani che tuttora vivono in famiglia a causa di un tasso di disoccupazione che è tra i più alti in Europa (il 29,3% secondo gli ultimi dati Istat, ma il tasso di occupazione è ancora più basso, il 67,7%, perché alcuni giovani non cercano attivamente lavoro) e sembrano destinati a soffrire qualche stress, visto che nonostante un grado di istruzione mediamente elevato e alte aspettative su carriera e stile di vita, “in questa fase economica siano spesso costretti a confrontarsi con esperienze di lavoro instabili e poco gratificanti”.
Questi giovani, spiegano gli esperti di Bmps, “rappresentano circa il 20% della clientela bancaria” e hanno un alto livello di “bancarizzazione”, con circa il 90% di loro che possiede un conto corrente. Prediligono prodotti semplici ed hanno una modesta propensione all’investimento e al risparmio. In compenso, “a differenza dei loro genitori, sono inclini a cambiare spesso banca, a seconda dei propri valori e delle esigenze del momento”.
Nel loro complesso sono “i clienti di domani e per le banche valgono molto” tanto che lo studio evidenzia come “il loro contributo al conto economico delle banche è destinato ad aumentare nel tempo secondo una curva di crescita che le stesse (banche, ndr) possono notevolmente influenzare intervenendo con strategie dedicate”. Nel complesso si stima che il valore attuale dei ricavi ottenibili rappresenti il 16% dei ricavi futuri delle banche italiane, pari ad un valore complessivo di 135 miliardi di euro.
La “generazione Y” merita dunque di essere studiata e seguita con “approcci dedicati, educazione finanziaria e l’utilizzo canali di comunicazione rispondenti alle loro esigenze”. All’estero gli istituti più all’avanguardia puntano già ad affiancare i giovani “nei momenti chiave della vita personale e professionale, a supportarli nelle scelte finanziarie attraverso un’adeguata educazione finanziaria e raggiungerli attraverso mobile e social network”. In Italia, presumibilmente, ci arriveremo nei prossimi anni: se siete un promotore o un consulente finanziario, dunque, fareste forse meglio a iscrivervi a un social network.