Prosegue senza sosta l’attività della Consob a tutela degli investitori. Secondo quanto riporta il bollettino pubblicato sul sito web della Commissione, questa volta i radiati sono tre: Cinzia Fasano, Marco Peracchi e Federico Veneranda. Partiamo da Cinzia Fasano, pf di origine pisana segnalata da Banca Mediolanum per essersi appropriata di somme e valori di pertinenza dei clienti utilizzando i loro codici internet e per aver realizzato confusione tra i loro patrimoni. Nello specifico, spiega la Consob, le verifiche condotte dalla società a seguito dei reclami di alcuni clienti hanno evidenziato che la pf si è prestata a “fare da intermediario tra i propri clienti con disponibilità economiche e altri clienti bisognosi di liquidità”, tanto che in alcuni casi il denaro è transitato su conti correnti intestati alla stessa Fasano.
A seguito delle dovute verifiche, la Consob ha contestato alla pf non solo di aver acquisito la disponibilità di somme di pertinenza dei clienti, ma anche di aver effettuato operazioni non autorizzate; di non aver eseguito ordini di investimento; di non aver assolto gli obblighi informativi nei confronti dei clienti; di aver accettato mezzi di pagamento difformi dalla normativa; di aver ricevuto finanziamenti da parte dei clienti; e di aver utilizzato i codici di accesso telematico ai rapporti di pertinenza dei clienti. Accuse che Fasano ha respinto allegando le dichiarazioni di due investitori che manifestavano piena fiducia nell’operato della pf. Nonostante ciò l’Ufficio Sanzioni Amministrative ha ritenuto tuttavia accertate tutte le fattispecie oggetto di contestazione e, vista “la grave e reiterata condotta irregolare posta in essere da Cinzia Fasano”, ha deciso di radiarla dall’Albo unico dei promotori finanziari.
La stessa sorte è toccata anche a Marco Peracchi , ex pf di Banca Generali già sospeso in via cautelare per sessanta giorni. In particolare l’intermediario ha segnalato alla Consob di aver riscontrato che il promotore proponeva ai clienti “forme fittizie di investimenti in operazioni di pronti contro termine, facendosi rilasciare per la sottoscrizione assegni circolari”. Questi venivano successivamente utilizzati dallo stesso pf per sottoscrivere fondi a nome proprio o a nome di clienti, (in quest’ultimo caso Peracchi procedeva poi a stretto giro al disinvestimento facendo accreditare l’importo sul proprio conto corrente). Tra il 2001 e il 2010, segnala la Consob, il promotore si è fatto consegnare dai clienti un importo complessivo di circa un milione di euro finalizzati a operazioni di investimento in pronti contro termine in realtà mai perfezionate.
Inoltre Peracchi, strumentalmente agli atti acquisitivi, ha anche comunicato e trasmesso ai clienti informazioni e documenti non rispondenti al vero; omesso di compiere operazioni autorizzate dalla clientela eseguendo invece operazioni non autorizzate; e accettato mezzi di pagamento con caratteristiche difformi da quelle previste dalla normativa. Di fronte alle contestazioni della Commissione, Peracchi ha inviato alcune note manoscritte, in cui “ha sostanzialmente ammesso le violazioni”. Di qui la sua cancellazione dall’Albo. Quanto infine a Federico Veneranda, il pf è stato segnalato alla Consob da Twice Sim per aver condotto operazioni scorrette di trading online. In particolare la sim ha ricevuto reclami da alcuni clienti che hanno disconosciuto l’operatività registrata sui loro dossier titoli, sostenendo che le loro password fossero state violate. Alla luce di queste segnalazioni, la sim ha eseguito delle verifiche sugli indirizzi IP da cui sono stati impartiti gli ordini di acquisto/vendita oggetto di disconoscimento: ne è emerso che l’85% degli ordini analizzati proveniva dallo stesso indirizzo IP localizzato in provincia di Fermo, dove risiedono tutti i clienti citati e il promotore finanziario Federico Veneranda, a cui i clienti stessi hanno dichiarato espressamente di aver consegnato la loro password di accesso alla piattaforma informatica.
Nonostante le argomentazioni difensive presentate dal promotore, la Consob ha ritenuto accertate tutte le violazioni contestate: acquisizione della disponibilità di somme o di valori della clientela; perfezionamento di operazioni non autorizzate e utilizzo dei codici di accesso telematico ai rapporti di pertinenza dei clienti. Per Veneranda è arrivata così la radiazione dall’Albo, viste anche “la pluralità dei clienti coinvolti, la reiterazione delle condotte illecite e le modalità fraudolente con cui esse sono state poste in essere, circostanze particolarmente aggravanti e tali da compromettere radicalmente l’affidabilità del promotore”.