Bond Cirio, Mps dovrà risarcire due clienti con 300mila euro

MAXI RISARCIMENTO – Il tribunale di Firenze ha condannato Mps a pagare un risarcimento di 300mila euro in relazione al crack della Cirio. E’ quanto riporta l’agenzia di stampa Agi citando una nota del Senatore Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef. La vicenda risale al 2002, quando un funzionario nella filiale di Banca Toscana (oggi parte del gruppo Mps) aveva proposto a due imprenditori padre e figlio l’investimento in obbligazioni Cirio, “omettendo di fornire ogni genere di informazione sull’ emittente e sui rischi dell’ operazione”, spiega l’Adusbef.

UNA CAUSA LUNGA DIECI ANNI – Quello che è successo dopo è storia nota: a novembre 2002 su Cirio si scatena la bufera, con il crack della società che ha coinvolto circa 35mila risparmiatori. I due imprendtori si sono quindi rivolti all’ associazione Adusbef e al responsabile della Regione Toscana Giulio Caselli, che ha affidato la causa agli avvocati Roberto Polloni e Vittorio Bovini. A distanza di dieci anni la sentenza prevede la restituzione da parte della banca dei fondi investiti.

LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA – A convincere i giudici della necessità di un risarcimento, scrive l’Adusbef, è stata “la consapevolezza che la banca non aveva informato in maniera adeguata i clienti, anche perché  quei titoli Cirio Del Monte Nv venduti non erano affatto emissioni dirette della Cirio, bensì di una società collegata, una finanziaria di diritto lussemburghese”.