SOSPENSIONE CAUTELARE – La Consob ha sospeso in via cautelare per un periodo di sessanta giorni Mauro Rigoni, un promotore finanziario iscritto all’Albo da più di vent’anni (delibera n. 18351). Il motivo? Il promotore è ritenuto responsabile di aver acquisito, anche mediante distrazione a favore di terzi, la disponibilità di somme di denaro di pertinenza dei clienti per qualche centinaia di migliaia di euro.
A SEGNALARE IL PROMOTORE È BANCA FIDEURAM – La vicenda ha preso le mosse nella primavera di quest’anno, quando Banca Fideuram ha comunicato di aver provveduto al recesso per giusta causa dal contratto di agenzia di Rigoni, segnalando le gravi irregolarità nella sua condotta professionale. In particolare il Banco Popolare SC, capogruppo della Banca Popolare di Novara, ha confermato che alcuni degli assegni oggetto di contestazione, presentati nelle sue filiali per l’incasso, sono stati versati su un conto corrente intestato proprio a Rigoni.
LE AMMISSIONI – Lo stesso promotore è stato ascoltato in aprile dall’Audit di Banca Fideuram presso l’ufficio dei promotori finanziari di Savona e in quell’occasione ha ammesso di aver acquisito la somma di 133.500 euro da una cliente tramite diversi assegni. Rigoni ha inoltre affermato di aver acquisito 214.000 euro da altri tre clienti, 147.800 da due clienti e 10.000 euro da un altro cliente. Altre tre “vittime” hanno infine lamentato l’emissione di assegni circolari per l’effettuazione di operazioni di investimento in realtà mai effettuate e hanno fornito copia della modulistica ricevuta da Rigoni insieme alle relative false rendicontazioni prodotte dal pf.
VIOLAZIONI PASSIBILI DI RADIAZIONE – Rigoni è dunque ritenuto responsabile non solo di aver acquisito, anche mediante distrazione, la disponibilità di somme di pertinenza della clientela, ma anche di aver contraffatto la firma dei clienti, comunicato informazioni non rispondenti al vero e omesso di trasmettere all’intermediario operazioni di investimento richieste. Violazioni passibili di radiazione dall’Albo, segnala la Consob, che, vista la necessità e l’urgenza di proteggere gli investitori, anche potenziali, ha deciso di sospendere il promotore in via cautelare per il periodo massimo consentito, ovvero 60 giorni.
Di seguito la delibera della Consob: