ALBO UNICO ENTRO FINE ANNO – Nafop, l’Associazione nazionale dei consulenti fee only, ha accolto con favore la proposta, lanciata dal ministero dell’Economia e delle Finanze, di dare vita all’Albo dei consulenti indipendenti nell’ambito dell’Albo dei promotori finanziari, facendo coesistere le due categorie sotto lo stesso tetto. A patto che gli advisor indipendenti possano contare su presidi a garanzia della propria rappresentanza all’interno del nuovo organismo che, se tutto procederà senza ulteriori intoppi, dovrebbe vedere la luce entro fine anno.
UN SOGGETTO TUTTO NUOVO – “L’organismo che nascerà avrà in mano non solo la gestione, ma anche la vigilanza sulle due categorie, quella dei promotori e quella dei consulenti finanziari fee only: ci sarà un cambio di statuto e di nome e saranno nominati nuovi vertici, insomma, sostanzialmente quello che vedrà la luce sarà un soggetto nuovo”, ha spiegato a BLUERATING Cesare Armellini, presidente di Nafop.
DUE CATEGORIE CHE RIMARRANNO DISTINTE – Ma come potranno riuscire a coabitare due categorie che, pur avendo molti punti in comune, rimangono tra loro ben distinte, con i promotori che agiscono sulla base di un mandato ricevuto da un intermediario, mentre i consulenti fee only sono indipendenti? “Le due categorie sono comunque differenziate, ci saranno due comitati separati per consulenti e promotori”, ha spiegato Armellini. “Naturalmente riteniamo sia necessario, nei momenti di decisione su materie comuni, l’adozione del criterio di parità di rappresentanza degli organi collegiali”.
L’ESAME DI ABILITAZIONE – Quanto alla numerosità della categoria degli advisor, Armellini non esclude che, ai professionisti già operativi, con l’istituzione del nuovo organismo possano aggiungersene altri provenienti proprio dal mondo della promozione finanziaria dal momento che, per i pf con due anni di mandato negli ultimi tre anni, non sarà necessario sostenere l’esame di abilitazione per passare da una categoria all’altra. In un’ottica di contenimento dei costi e di praticità operativa infatti, e visto che a livello di studio teorico le due professioni si assomigliano molto, con ogni probabilità l’esame di abilitazione per l’iscrizione all’Albo rimarrà unico: “Tante materie sono uguali, le differenze a livello di studio teroico sono limitate, per cui mi sembra sensato usufruire di strutture già esistenti e ben oliate”, ha osservato ancora Armellini.
L’EVOLUZIONE DEL MERCATO – Insomma, da Nafop il messaggio è di soddisfazione e di disponibilità a collaborare, come il presidente dell’associazione ha evidenziato anche nella lettera inviata di recente proprio da Armellini insieme al numero uno di Ascosim, Rosario Rizzo, all’attenzione della presidente di Apf, Giovanna Giurgola Trazza (qui per leggere il documento). “L’evoluzione del mercato del resto va in questa direzione, basti guardare a quello che succede negli altri Paesi europei”, ha detto Armellini. “Siamo molto soddisfatti, questa è una giustizia che è arrivata in ritardo, ma almeno è arrivata”.