I TEMPI DELL’INCARICO – Adesso la domanda è: quando arriverà il “sì” di Carla Rabitti Bedogni, presidente designato dell’Organismo per la tenuta dell’Albo dei promotori finanziari (Apf), al suo nuovo incarico? La professoressa, come tutti gli altri membri nominati dall’assemblea (qui nomi e cognomi), ha 30 giorni di tempo per accettare o declinare. Sul fatto che accetti sembrano esserci pochi dubbi: in generale, infatti, è con largo anticipo sulle assemblee che si sonda la disponibilità del futuro manager ad assumere la guida di una struttura, e possiamo supporre che la regola sia stata rispettata anche da Apf. Ma quando – è la domanda che in molti si fanno – arriverà il “sì”?
LA COMUNICAZIONE – Dunque: la comunicazione ai designati dovrebbe arrivare in queste ore; a giro più o meno stretto, la risposta. Nel caso della professoressa Rabitti Bedogni, spunta un “ma”. Secondo quanto riferiscono a BLUERATING fonti vicine all’Antitrust, di cui Rabitti Bedogni è uno dei componenti, la professoressa sarebbe partita venerdì scorso per gli Stati Uniti per un impegno accademico precedentemente fissato e dovrebbe rientrare in Italia non la prossima settimana ma quella successiva. Cioè, i primi di ottobre. È molto probabile che, considerati tutti i mezzi oggi a disposizione, anche a distanza qualche contatto ci sarà. Staremo a vedere.
BASTANO TRE MEMBRI – Intanto, sempre le stesse fonti confermano che il mandato di Rabitti Bedogni presso l’Antitrust terminerà a marzo. E in caso di dimissioni non bisognerà nominare un sostituto. Lo ha stabilito l’esecutivo nel piano di “spending review”: per tenere sotto controllo la spesa totale delle autorità amministrative indipendenti, il legislatore ha infatti ridotto il numero dei componenti dell’Antitrust da cinque a tre, compreso il presidente. Oggi sono quattro in tutto. Senza Carla Rabitti Bedogni, scenderebbero a tre. Del tutto in linea con quanto prevede oggi la legge.