Bpm non risente del giudizio di Citigroup

TORNA A SCALDARSI L’ATMOSFERA ATTORNO A BPM? – Bpm in allungo a 0,4729 euro per azione (+2,43%) dopo una mattinata prudente a Piazza Affari, nonostante Citigroup abbia ridotto il prezzo obiettivo sul titolo da 0,51 a 0,45 euro, confermato un giudizio “neutral” e non si registri alcun sostanziale passo in avanti sul fronte del rinnovo della governance. Secondo la stampa, anzi, i dipendenti sarebbero divisi sull’iniziativa di Raffaele Mincione, banchiere d’affari capo del Capital Investment Trust e secondo azionista dell’istituto con una quota del 7%, che la scorsa settimana ha inviato a Banca d’Italia e Consob una durissima lettera in cui contesta l’ipotesi, emersa dopo l’uscita dell’ex amministratore delegato Piero Montani (finito in Banca Carige) dal Consiglio di gestione (Cdg) di rinnovare in anticipo e per tre anni l’organismo così da favorire l’arrivo di un successore (si era inizialmente parlato dell’ex direttore generale di Intesa Sanpaolo, Giuseppe Castagna). Ipotesi sostenuta da Andrea Bonomi, che di Bpm è il principale azionista con Investindustrial e siede nel cdg come presidente ma che costituirebbe, secondo Mincione, “un pericolosissimo precedente di mutamento delle regole del gioco in corso di partita”.