Acepi, così i certificati sono un capitolo aperto

IL BILANCIO DI ACEPI – Un benvenuto ai nuovi soci. Acepi, l’Associazione italiana certificati e prodotti di investimento, ha partecipato a fine 2013 all’Italian Certificate Awards. Durante l’evento, il presidente Dario Savoia ha consegnato una targa di benvenuto ai rappresentanti dei due nuovi soci aderenti, Giancarlo Simone, responsabile prodotti d’investimento innovativi di BancoPosta, e Andrea Rescalli, head of structuring di Banca Mediolanum. La prima novità dell’anno che si è appena chiuso, infatti, è stata l’ingresso di Banca Mediolanum, successivo a quello di BancoPosta, in qualità di socio aderente. Ciò è stato possibile per via del nuovo statuto, che prevede altre categorie di soci accanto a quelli ordinari, ossia gli emittenti: si tratta dei soci aderenti e dei soci onorari. Nel 2013, poi, Acepi ha predisposto le sue osservazioni in riferimento alla consultazione della Banca d’Italia sulla “segnalazione a carattere consuntivo di cui all’articolo 129 del Tub relativa all’emissione e all’offerta in Italia di strumenti finanziari”, che si è conclusa il 12 dicembre.

MONDO CERTIFICATI – Sempre a proposito di consultazioni, l’associazione ha attivamente partecipato a quella pubblica in merito al decreto di attuazione della Tobin tax. In quanto membro di Eusipa, l’associazione europea ombrello delle principali realtà nazionali, Acepi ha partecipato alla consultazione sul documento Iosco relativo alla regolamentazione dei prodotti strutturati per il retail. Attualmente è in programma l’aggiornamento a livello europeo della mappa dei prodotti strutturati attraverso il contributo e il confronto fra le associazioni nazionali. Ed è su questo solco che si proseguirà nei prossimi mesi. L’associazione conferma che è in corso di rifacimento il sito web www.acepi.it. In cantiere, infine, alcune ricerche: una in particolare sulla relazione tra la complessità e la rischiosità dei certificati e le linee guida per la compliance. Ed è in fase di ultimazione il documento “I falsi miti”, che servirà a evidenziare errori comuni e percezione distorta dei prodotti strutturati.