LO STUDIO SUI ROBO-ADVISOR – Stati Uniti patria dei robo-advisor? Da quello che emerge da un recente studio sembra proprio di no. Secondo il report condotto da Practical Perspectives, una società di consulenza e di ricerca per il settore finanziario, infatti, solo il 7% dei consulenti finanziari sta prendendo in considerazione l’implementazione di una piattaforma di robo-advisor, ritenendo non sia una priorità per il prossimo futuro. Lo studio, “Exploring Robo-Advice From The Advisors Perspective — What Advisors Think About Digital Advice 2016”, ha preso in esame 850 professionisti tra broker, promotori finanziari e consulenti indipendenti americani.
SOLO UNA MODA? – L’80% degli intervistati sono consapevoli del fenomeno robo-advisor, ma la maggior parte non ha in programma l’introduzione di alcun software in questo senso. Anzi, i consulenti prevedono che tutti gli eventuali clienti digitali passeranno poi al servizio completo tradizionale. “La maggior parte dei consulenti sono a conoscenza di robo-advisor, ma molti devono ancora definire come potrebbero sfruttare questa soluzione per il futuro”, dice Howard Schneider, presidente di Practical Perspectives. “Vogliono più chiarezza e capire se si tratta di una moda passeggera da evitare o un’opportunità a lungo termine”.