A cura di Maria Grazie Rinaldi
Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Tutti sbagliamo. È naturale compiere degli errori, l’importante è non ripeterli. Il consulente di successo sa che durante la sua carriera avrà fatto degli errori e che forse continuerà a farne, ma è cosciente che la differenza la farà sempre il suo modo di reagire. Diventa allora indispensabile mettere la lente di ingrandimento su come solitamente reagiamo rispetto ai nostri errori. C’è chi si abbatte e poi reagisce, chi è talmente critico che diventa troppo severo nei confronti di se stesso. C’è chi invece vede nell’errore un’opportunità. Davanti a un evento che non va nella maniera sperata, possiamo in primo luogo porci alcune domande efficaci: 1) Cosa potevo fare di diverso? 2) Cosa devo cambiare per riuscire? 3) Come trovare strategie migliori? 4) Cosa mi ha impedito di riuscire? Ho notato che i migliori consulenti di successo che ho incontrato nel mio ruolo di head hunter hanno una visione comune: non solo imparano dai propri errori, ma trattano i propri errori come i loro migliori mentori.
Grandi obiettivi, grandi difficoltà
Le grandi biografie degli imprenditori di successo sono concordi nel sostenere: “Ogni volta che commetti un errore e impari da esso ti avvicini al successo”. Spesso qualcuno preferirebbe avere da subito la ricetta del successo, io credo sia più opportuno parlare di percorso. Più sarà grande l’obiettivo da raggiungere, maggiori saranno le difficoltà. Durante il percorso potremo cadere, compiere degli errori, ma non per questo dovremo giudicarci. Dobbiamo osservare in modo neutrale gli errori, per prendere atto e poi riprendere a marciare. È necessario essere capaci di tradurre ogni esperienza in insegnamenti per il futuro. Crederci è indispensabile ma non basta, dobbiamo avere una mappa da seguire, dobbiamo avere un piano di azione, molto dettagliato per ogni passaggio.
Non demordere alla prima
La maggior parte delle persone demorde al primo ostacolo, oppure non parte neanche nel tentativo di realizzare qualcosa a cui tiene, perché o non ci crede abbastanza, oppure perché semplicemente non sa cosa fare e come fare. Il desiderio è la scintilla che accende i sogni, ma poi bisogna sviluppare una disposizione mentale che ci spinga fino all’ossessione, e che poggi le sue fondamenta sulla progettazione e sulla tenacia. La fiamma del desiderio inoltre è quella che può spingerci fino a bruciare i ponti che ci legano a una realtà sicura, ma che ci impedisce di realizzare i nostri veri sogni. In tutto questo la fiducia nelle nostre capacità e nella possibilità di successo non devono mai mancare. La fiducia è quello stato mentale che ci permette di guardare oltre gli ostacoli, oltre la fatica, oltre i fallimenti. Il filosofo e scrittore gesuita Baltasar Gracián scriveva: “Fate in modo che le vostre azioni se anche non sono quelle di un re, siano, nel loro genere, degne di un re. Siate sublimi nei gesti, superiori nel pensiero e, in tutto ciò che fate, dimostrate che meritereste di essere re, anche se non lo siete”.