Assicurazioni, quando la polizza è una fregatura

Ventidue anni di versamenti, per poi ritrovarsi con mille euro in meno. A raccontare questa spiacevole vicenda è Raimondo Marcialis, fondatore di MC Advisory, attraverso le pagine del Corriere della Sera.

Ripercorriamo la storia. “Nel 2000, a un operaio di 45 anni viene proposto, da un abile agente di una notissima società di assicurazioni italiana, di sottoscrivere una polizza vita con durata ultraventennale” scrive Marcialis. “Si, in effetti, un vincolo così lungo è impegnativo ma l’agente rassicura che proprio per questo, si giungerà a un buon rendimento. Passano gli anni, l’operaio diventa pensionato e continua a versare i suoi premi mensili indicizzati. Dai rendiconti che l’assicurazione invia, si capisce che i rendimenti si abbassano ma il riscatto anticipato viene assolutamente sconsigliato: si perderebbe una quota del versato e questo non conviene”.

“Nel 2022 arriva quindi la scadenza” si legge sulle pagine del Corriere. “Ora si avrà la giusta ricompensa. Si comunica all’assicurato che a fronte dei suoi 36mila euro versati, riceverà la somma di 35mila euro! Questa è una storia di una polizza vita di una società assicurativa molta nota. Ma perché rassicurare il cliente nonostante le sue perplessità (reali) degli ultimi anni?”, si chiede Marcialis, concludendo.

Come si possono prevenire casi come questi, che rischiano di far diminuire la fiducia dei clienti verso i prodotti finanziari? Non sarebbe meglio una comunicazione più diretta con le persone? A voi consulenti è mai capitato di gestire clienti, con risultati del genere? Diteci la vostra scrivendoci a redazione@bluerating.com