IL 2013 DELLE BORSE EUROPEE – Il 2013 si è chiuso all’insegna dei guadagni per le principali borse europee. I mercati azionari hanno saputo reagire alle politiche di austerity dei governi del Vecchio Continente messe in campo per riagguantare il ritorno alla crescita. A livello di numeri, performance a doppia cifra sono state messe a segno dalle piazze azionarie di Francoforte e Parigi, con gli indici Dax e Cac40 protagonisti di un rialzo sull’intero anno rispettivamente di circa il 25% e del 18%. Molto bene anche i listini di Madrid (+21% l’Ibex35) e Londra (+14% il Ftse100), anche se il record per l’anno appena trascorso appartiene alla Borsa di Tokyo, con il Nikkei capace di macinare un progresso pari al 57%. Un dato questo mai raggiunto dalla piazza asiatica in 40 anni di attività e che nessun’altra borsa è riuscita ad eguagliare. Un anno da ricordare anche per il comparto bancario nostrano, con gli istituti di credito tricolori che hanno registrato un apprezzamento del 33% del loro valore, con una capitalizzazione complessiva passata da 62 a 82 miliardi di euro.
PAESI PERIFERICI PROTAGONISTI NEL 2014 – Indicazioni queste che costituiscono una solida base per il 2014. L’ottimismo degli analisti riguarda prevalentemente i mercati azionari dell’Eurozona. In particolar modo quelli dei Paesi periferici quali Italia e Spagna, ritenute dagli esperti le aree geografi che con maggior potenziale di crescita per il futuro prossimo, grazie alla stabilizzazione dei dati macro, ad una maggiore attenzione al tema della crescita, oltre alla signifi cativa sottoperformance degli ultimi anni.
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