UN CODICE PER GLI INVESTITORI – Il consiglio direttivo di Assogestioni, riunitosi martedì primo ottobre, ha approvato il codice di stewardship italiano che, in linea con l’analogo codice europeo (Efama), individua i diritti e i doveri degli investitori istituzionali nelle società quotate. Il consiglio ha anche deliberato che procederà al monitoraggio dell’attuazione dei principi a partire dall’esercizio 2015. Il testo approvato, fa sapere l’associazione in una nota, verrà divulgato nel corso dei prossimi giorni.
RISCHIO DI UN CODICE “FLOP” – In realtà, spiegava qualche giorno fa il settimanale Affari&Finanza (qui la notizia), si è scelto di adottare un codice già esistente – elaborato nel 2009 da Efama, l’associazione europea che riunisce le Assogestioni del Vecchio Continente – e che si compone di sei principi e di altrettante raccomandazioni di best practice. Tema: come far valere i diritti degli investitori nelle società in cui si hanno partecipazioni. Un passo importante ma che, sempre secondo Affari&Finanza, rischia di venire in parte vanificato. Il compromesso che pare sia stato scelto consisterebbe infatti nel recepire solo i sei principi obbligatori, lasciando gli associati liberi di adottare in tutto o in parte le raccomandazioni. Ma così è come una bella cornice senza quadro, commentava il settimanale del gruppo L’Espresso.