Raiffeisen: siamo i conservatori del risparmio gestito

LA FORMULA DI RAIFFEISEN – Preservare il capitale investito e proteggere l’investitore dalle perdite dei corsi obbligazionari, mirando a ottenere rendimenti interessanti. È l’obiettivo del Raiffeisen Fund Conservative che combina cinque diverse asset class obbligazionarie: titoli di stato europei e non, obbligazioni societarie, obbligazioni ‘inflation shield’ (collegate all’inflazione, ndr), obbligazioni dei Paesi emergenti, mercato monetario. Lanciato il 31 agosto 2011, il comparto ha registrato una performance annualizzata del 5,97% e punta a raggiungere un volume di 150 milioni di euro. A raccontare a BLUERATING la strategia del fondo è il gestore Christian Link.

Come siete riusciti a ottenere buoni risultati in un contesto così incerto?
Allo scopo di controbilanciare le turbolenze, fino al mese di giugno abbiamo abbassato tatticamente la nostra esposizione agli emergenti e ai titoli di debito in valuta locale e, già alla fine del 2012, abbiamo iniziato a inserire in portafoglio un mix di titoli della periferia della zona euro. E il posizionamento in obbligazioni high yield ha aiutato il fondo in questa fase.

Quale impatto per i mercati obbligazionari globali alla luce del tapering Usa e di un nuovo ciclo di interventi della Bce?
Al momento sembra probabile che la Fed inizierà il suo programma di riduzione degli acquisti obbligazionari nel primo trimestre 2014. Il programma continuerà prevedibilmente durante tutta la seconda metà dell’anno per concludersi alla fine del 2014. Aumenti dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve non dovrebbero essere attesi prima del 2015. Il raggiungimento di un accordo fra repubblicani e democratici sulla delicata questione del bilancio rimarrà un fattore determinante in questo contesto. Per quanto riguarda la Bce, ci troviamo davanti ad un impegno preciso di non aumentare i tassi d’interesse nel prossimo futuro. Pare invece piuttosto probabile che i tassi d’interesse della zona euro saranno abbassati. Ci attendiamo di vedere redimenti moderatamente più elevati ma non stiamo affatto anticipando un mercato obbligazionario orso. Rimane consigliabile essere cauti relativamente alla duration in rapporto all’orizzonte d’investimento dell’investitore: più ci avventuriamo nel futuro, maggiore diventa la probabilità di rendimenti obbligazionari in aumento e maggiore diventa la necessità di essere cauti relativamente alla duration. La ragione principale di questo risiede nel miglioramento sostenibile dell’economia nel lungo termine. Ad ogni modo, nel breve termine i livelli dei rendimenti dovrebbero rimanere entro una gamma di contrattazioni laterale.

Qual è il vostro approccio rispetto alla periferia della zona euro?
I giorni delle contrazioni economiche per i Paesi della periferia della zona euro sono terminati. Ora ci troviamo davanti a una fase di consolidamento e bassa crescita. Il consumo e l’attività di investimento sono ancora ai minimi in questi Paesi. I miglioramenti delle condizioni economiche dovrebbero tuttavia essere sufficienti da giustificare una restrizione degli spread tra i titoli di Stato della periferia e i titoli di stato tedeschi.

Il 40% del portafoglio del fondo è dedicato all’asset allocation tattica di breve termine. Come le gestite?
I modelli quantitativi usati nel fondo stimano i premi di rischio delle diverse asset class. Ad esempio, per ogni segmento del debito dei mercati emergenti in valuta locale e in valuta “pesante” i modelli collegano il rendimento attuale con le differenze nelle attese di crescita e inflazione nella regione rispetto agli Usa. Questi modelli assumono dei posizionamenti “long” quando considerano adeguati i premi di rischio. Per quanto riguarda le obbligazioni societarie, i modelli controllano, ad esempio, le attuali condizioni di finanziamento oppure la tendenza dei premi di rischio; per l’allocazione delle obbligazioni inflation linked controllano invece la crescita e i trend dei prezzi delle commodity. In aggiunta, il team di gestione può utilizzare altre strategie e, ad esempio, considerare le valutazioni relative all’interno delle singole asset class e quindi sfruttare differenze ingiustificate nelle valutazioni.

Come si comporta il Raiffeisen Fund Conservative in periodi di alta volatilità?
Il fondo punta al conseguimento di guadagni regolari nel tempo. In base al focus dell’investimento, il fondo può detenere (in periodi caratterizzati da elevata volatilità) una quota del proprio patrimonio in strumenti monetari (cash) come, per esempio, depositi a vista e/o fondi del mercato monetario. Il fondo mira a rimanere entro una gamma di volatilità oscillante fra il 2,5 e il 5%. Fino ad oggi il fondo ha avuto una volatilità pari al 2,97%.

In base alla vostra view di mercato e alle prospettive future, quali sono i rischi e i vantaggi dell’approccio risk parity applicato all’obbligazionario?
Il principale vantaggio dell’implementazione dell’approccio risk parity è che questo si adatta ai livelli di volatilità al momento prevalenti. Rendimenti in rapido movimento attraverso le diverse asset class rappresentano comunque un rischio per questo approccio. Se le volatilità vanno oltre la gamma prestabilita, il cash può essere utilizzato per ridurre l’esposizione totale.