PONDERAZIONE NEUTRA NEL COMPARTO AZIONARIO GLOBALE – “Abbiamo mantenuto una ponderazione neutra nel comparto azionario a livello globale, e una posizione sovrappesata nell’area dell’euro rispetto al Regno Unito”, ha spiegato Laura Tardino, strategist di Bnp Paribas Investment Partners, nella strategia settimanale del gruppo. Questa scelta potrebbe apparire singolare, dato che l’economia d’oltremanica sta andando molto meglio rispetto a quella del continente, ma riteniamo che le imprese della zona euro dispongano di margini più ampi per ottenere un rialzo degli utili. Inoltre, i nostri esperti hanno trovato poco convincente il recente miglioramento delle stime reddituali deciso dagli analisti per le società britanniche. Infine, la normalizzazione della politica monetaria della Gran Bretagna e degli USA dovrebbe avere effetti postivi sui profitti delle imprese europee, e ciò ci induce a ritenere che i multipli di mercato nell’area dell’euro (in particolare il P/E) possano migliorare in misura maggiore rispetto al Regno Unito. In chiave tattica abbiamo prima leggermente ridotto l’esposizione verso le obbligazioni societarie europee high-yield – realizzando i profitti maturati dopo l’annuncio di giugno da parte della BCE – e poi l’abbiamo nuovamente accentuata quando i rendimenti sono tornati a salire. Tenendo conto del fatto che i tassi d’insolvenza sono generalmente bassi e che i bilanci societari sono prevalentemente in buona salute, riteniamo che queste obbligazioni offrano un carry positivo. Sempre nel comparto obbligazionario, per trarre vantaggio dallo spread, abbiamo sovrappesato i titoli di Stato italiani rispetto al debito sovrano del Regno Unito.
I RENDIMENTI POTREBBERO SCENDERE ANCORA – I rendimenti in Italia sono più elevati e ciò consente di beneficiare di un (lieve) carry positivo. Tuttavia il motivo principale di questa scelta è che i rendimenti potrebbero scendere ancora grazie alla BCE (con effetti positivi sul prezzo dei titoli), mentre l’orientamento più restrittivo della Bank of England potrebbe spingere al rialzo i rendimenti dei gilts. Riteniamo sia probabile un rialzo dei rendimenti nel lungo periodo a livello globale, ma attualmente non riteniamo opportuno assumere una posizione short in termini di duration sui titoli tedeschi o USA.
PAESI AVANZATI: MIGLIORA IL PMI IN GIAPPONE E COMPENSA IL CALO NELL’AREA DELL’EURO – Dopo la pubblicazione della maggior parte dei PMI nazionali, l’indice PMI manifatturiero globale ponderato per il PIL (elaborato dai nostri esperti) ha registrato un lieve miglioramento (cfr. grafico). L’indice ISM manifatturiero USA ha perso terreno ma segnala ancora una crescita del 2,8% del PIL su base annua per il prossimo trimestre. Tuttavia, a nostro avviso questa stima è eccessivamente ottimistica. In Europa, la maggior parte dei PMI ha segnato un peggioramento delle prospettive. L’indice francese continua a dare indicazioni deboli e in Italia e Olanda è peggiorato, mantenendosi tuttavia sopra quota 50, mentre la Grecia è scivolata al di sotto di questa soglia. Le eccezioni positive sono state la Spagna, la Svizzera, il Regno Unito e infine il PMI del Giappone, che è stato corretto al rialzo. Il tasso di disoccupazione nella zona euro è rimasto invariato, ma in Germania il numero dei senza lavoro ha registrato un lieve aumento, che tuttavia non è riuscito a schiodare il tasso di disoccupazione locale dal minimo storico degli ultimi due decenni. In prospettiva, la scarsità di forza lavoro potrebbe diventare un problema per la Germania. I dati monetari in arrivo dalla zona euro hanno continuato ad evidenziare una certa debolezza. Il credito bancario si sta contraendo per il secondo anno consecutivo. Le recenti misure varate dalla BCE sono destinate a stimolare la concessione di prestiti, ma i provvedimenti che potrebbero avere l’impatto più rilevante devono ancora essere attuati e risultati arriveranno solo tra un po’ di tempo.
PAESI EMERGENTI: I PMI NON RILEVANO SEGNALI CONVINCENTI DI RIPRESA – Nelle economie emergenti, i miglioramenti registrati in Cina (dove il PMI è salito oltre quota 50 per la prima volta da sei mesi a questa parte) Indonesia e Taiwan sono stati compensati dai peggioramenti in Europa orientale (probabilmente a casa delle turbolenze geopolitiche), Brasile e Corea del Sud. La crescita della produzione industriale coreana ristagna intorno a quota zero e le esportazioni registrano un andamento analogo sebbene leggermente positivo. In Indonesia, dove il PMI ha registrato un lieve calo, le esportazioni sono crollate mentre l’inflazione complessiva è scesa. In questo contesto, la banca centrale ha mantenuto i tassi invariati, al 7,5%, per il settimo mese consecutivo, motivando questa decisione con i rischi legati all’economia globale mentre la crescita interna rallenta. La banca centrale potrebbe essere restia a tagliare i tassi con l’obiettivo di difendere la valuta. I segnali in arrivo da Taiwan hanno messo in evidenza un quadro contrastante: il PMI e la produzione industriale si sono rafforzati, ma la crescita delle esportazioni e degli ordinativi dall’estero ha rallentato. L’economia di Taiwan può essere considerata come un precursore affidabile degli andamenti ciclici, ma al momento non sta dando segnali d’allarme. Ad ogni modo anche se i segnali fossero positivi, non sarebbero sufficienti per indurci ad essere ottimisti sulla crescita nelle economie emergenti.