Bnp Paribas Am: tre fonti di preoccupazione sui mercati

TRE FONTI DI SHOCK – A maggio i mercati sono stati investiti da shock derivanti da tre fonti: un’escalation del rischio politico connesso all’Italia, un indebolimento della crescita (in particolare in Europa); e un apprezzamento del dollaro Usa, che è stato fonte di tensione nei mercati emergenti, spiega l’Asset allocation mensile a cura di Guillermo Felices, head of research and strategy, e Colin Harte, head of research – MAQS di Bnp Paribas Am. In Italia, si sono notevolmente accentuati i timori del mercato di eccessi fiscali e per la prospettiva di uno scontro tra il nuovo governo e le autorità europee. Di conseguenza, il debito dell’eurozona “periferica” ha subito una correzione. I mercati italiani rimarranno probabilmente volatili nei prossimi mesi, mentre gli investitori digeriscono le ulteriori notizie sugli sviluppi politici e sui dati economici.
FRENA L’EUROZONA – Vi sono segnali di un rallentamento della crescita, in particolare nell’eurozona, stando a dati recenti. Non ci sembra tuttavia ancora il caso di parlare di una svolta nel ciclo economico. Sebbene i dati abbiano evidenziato una frenata, l’attività economica è ancora in espansione sia nei paesi sviluppati che in quelli emergenti. Le tensioni nei mercati emergenti sono state in gran parte la conseguenza dell’aumento dei rendimenti statunitensi e dell’apprezzamento del dollaro USA. A nostro giudizio, il debito in valuta locale presenta valutazioni interessanti e i più bassi rendimenti statunitensi sono rassicuranti, ma sarà necessaria una stabilizzazione dell’USD e della propensione al rischio globale affinché il debito emergente registri un rialzo significativo. A maggio i mercati azionari globali hanno evidenziato performance contrastanti, con i listini statunitensi in rialzo del 2,3% circa, trainati dal settore informatico. I finanziari e gli assicurativi, invece, hanno chiuso in calo rispetto all’inizio del mese, in quanto l’aumento dei rendimenti statunitensi ha rallentato intorno a metà maggio, dopo aver raggiunto un massimo da sette anni. Le azioni europee hanno sottoperformato, specie nell’eurozona, con l’EuroSTOXX 50 in calo di quasi il 4%, dopo l’ottimo andamento registrato da aprile a metà maggio. Le azioni europee hanno risentito dell’escalation delle incertezze politiche in Italia, che sono state amplificate dai persistenti timori per l’indebolimento della crescita nell’area euro.