Di seguito un estratto dell’ intervista a Paolo Paschetta, country head Italy di Pictet AM (nella foto) che uscirà il 25 marzo sul prossimo numero di ASSET CLASS
Oltre 4,7 miliardi di euro di nuovi capitali e masse in gestione in crescita di oltre 9,9 miliardi di euro, che a fine anno si attestano a 48,6 miliardi di euro. Sono i traguardi tagliati sul mercato italiano durante il 2021da Pictet Asset Management, una delle società che è crescita di più lo scorso anno nell’industria
nazionale del risparmio gestito. ASSET CLASS ha intervistato il country head Italy, Paolo Paschetta.
Il 2021 è stato un anno positivo per voi sia nella raccolta che nel patrimonio. Quali ragioni stanno alla base di questi risultati?
Prima di tutto, i clienti di Pictet AM apprezzano da sempre la qualità della nostra offerta, composta da soluzioni di investimento in grado di generare performance solide anche in contesti difficili e in costante evoluzione. Le ottime performance dei nostri comparti hanno trovato sostegno nell’andamento positivo dei mercati nel corso del 2021, portando a una solida crescita del patrimonio gestito grazie a un asset mix in cui le strategie azionarie, e in fondi azionari tematici in particolare, hanno un ruolo di primo piano. Ma a questo straordinario risultato ha contribuito anche una raccolta importante nelle nostre principali aree di eccellenza, come la gestione multi-asset e i mercati emergenti. Tra gli altri punti di forza ricordiamo la crescita dei mandati in delega (sub-advisory), che deriva dalla forte expertise sviluppata da Pictet AM in uno dei trend più rilevanti nell’industria del risparmio gestito degli ultimi anni e l’importanza del canale di raccolta tramite piani di accumulo (Pac), che permettono di gestire meglio l’emotività dell’investitore finale attraverso versamenti periodici automatici. Infine, i nostri clienti, che si tratti di consulenti finanziari, reti o canale wholesale, riconoscono l’eccellenza del nostro servizio, che non ha mai subito cali nemmeno durante la pandemia grazie alla rapida implementazione delle attività digitali e da remoto.
Il segmento azionario ha dato un contribuito importante alla crescita del patrimonio. Quest’anno ci sono però delle incognite sull’equity. La volatilità può avere un impatto sulle vostre masse?
Le performance viste negli ultimi due anni sui mercati azionari sono state eccezionali, con rendimenti addirittura a doppia cifra nel 2021. Detto questo, per il 2022 prevediamo una normalizzazione della performance azionaria, con il ritorno dei rendimenti in un range a cifra singola tra il 5 e l’8%, grazie al trend di crescita degli utili e alla progressiva riapertura delle attività economiche. Senza ignorare tutte le incognite del contesto geopolitico attuale, che si sommano ai rischi legati alla crescita dell’inflazione, più duratura del previsto, e alla fine delle politiche monetarie e fiscali espansive, bisogna lavorare con un approccio educational affinché gli investitori, e soprattutto i clienti finali, comprendano che le correzioni dei mercati azionari possono in realtà rappresentare delle opportunità, in particolare se gestite attraverso strumenti flessibili come i Pac. Fin dal 2019, infatti, abbiamo promosso con una campagna dedicata, tuttora in corso, con cui ci siamo fatti carico delle spese di apertura di nuovi piani di accumulo, proprio con l’obiettivo di favorire questa tipologia di investimento.
In contesti complessi diventa però fondamentale ricorrere a tutto lo spettro di soluzioni che possono offrire valore e che prevedono una delega tattica per la parte più difensiva del portafoglio, come i nostri fondi flagship Mago, Corto ed Emma. Un’altra area a cui prestare particolare attenzione per proteggere i portafogli è ovviamente l’obbligazionario, dove la riduzione degli stimoli monetari deve indurre a prendere in considerazione alcune alternative alle tradizionali soluzioni obbligazionarie, che vanno dagli obbligazionari short term al debito cinese in valuta locale.
Il mercato italiano del risparmio gestito è reduce da una lunga fase di crescita. Crede che il trend continuerà anche nei prossimi anni?
Oggi l’industria continua a trovarsi di fronte a sfide importanti, sia in termini regolamentari che di mercato, in particolare se pensiamo al rialzo dei tassi e al potenziale impatto su tutte le asset class, che finora hanno beneficiato di un contesto espansionistico prolungato. Ci sono però strade che possiamo percorrere per far sì che il settore non perda il suo momentum di crescita, aiutando gli investitori a trovare fonti di rendimento alternative……
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