I titoli tecnologici europei hanno guadagnato solo l'1% nei nove mesi da gennaio a settembre, ma non mancano in prospettiva le occasioni ad alto potenziale, come spiega Milanofinanza.it. Secondo gli analisti di Barclays è il momento di scegliere con attenzione le azioni su cui puntare.
1. Arm holdings
Al gruppo Uk è stato assegnato il target price di 12,50 sterline, che implica un potenziale di rialzo del 30%. Il rating è overweight (sovrappesare) mentre quello del settore è neutrale. L'utile per azione (eps) è stimato in leggero aumento da 0,10 sterline del 2015 a 0,14 nel 2016, che corrisponde a un p/e rispettivamente di 31 e di 26,5. Il rendimento della cedola è intorno all’1%.
2. Ams
Giudizio positivo con target price 51 franchi (+29%) per il gruppo elvetico, che dovrebbe realizzare una crescita (cagr) del 29% dell’utile per azione dal 2014 al 2017, grazie alle continue innovazioni e al business model molto efficiente. L'eps (rettificato) sale da 2,13 franchi del 2015 a 2,49 nel 2016. Il titolo tratta 17 volte l’utile di quest’anno e 14,5 quello del prossimo, mentre il dividend yield passa dall’1,4 all’1,6% pur restando molto basso.
3. ASML holding
Il rating positivo è motivato dagli investimenti strutturali che la società sta realizzando e dalle prospettive favorevoli nei business in cui è attiva. Il titolo è inoltre sottovalutato rispetto alle stime di aumento dell’utile (cagr del 34% fra il 2014 e il 2017) e merita il prezzo obiettivo di 105 euro (+30%). L’eps è previsto in aumento da 3,49 euro del 2015 a 4,49 nel 2016, mentre il p/e scende da 23 a 18. Il rendimento della cedola 2015 è inferiore all’1%.
4. Nokia
Il gruppo formato da Nokia e Alcatel-Lucent è un forte competitor, con la possibilità di registrare una crescita dei ricavi superiore alla media, sfruttare le sinergie, migliorare la struttura finanziaria e incrementare il ritorno per gli azionisti. Il target price è 8,75 euro (+40%). L'eps sale da 0,31 euro del 2015 a 0,40 nel 2017 (p/e rispettivamente di 19,9 e 15,4). Il dividend yield è invece 2,6% nell’esercizio 2015 e 2,4% nel prossimo.