Dalla crisi del debito sovrano del 2011 a quella del fallimento di Lehman Brothers del 2008. Quelle tempeste si sono prolungate per diversi mesi e hanno provocato forti flessioni nei primi 30 giorni. Ma non va sempre così e anzi possono avere risvolti positivi.
PERDITE DA CRISI – Come ricorda il Corriere della Sera tra luglio e agosto 2011 l’indice Eurostoxx perse il 12,9% (e Piazza Affari addirittura il 15,6%), mentre tra metà settembre e metà ottobre 2008 Wall Street accusò uno scivolone del 24,3%. Crisi così profonde tanto che non fu sufficiente un anno per recuperare tutte le perdite ma che, a distanza di tempo, possono essere viste con minore apprensione. Infatti chi avesse mantenuto le azioni Usa da metà settembre 2008 (vigilia della crisi Lehman) a oggi avrebbe potuto contare su un rendimento annuo composto dell’11,8%, mentre coloro che fossero stati in grado di non vendere le azioni della zona euro nel luglio 2011 oggi potrebbero sfoggiare un rendimento annuo composto del 9,4%.
COSA FARE DELLA LIQUIDITA’ – La prima lezione è quindi: se non si sa esattamente cosa fare della liquidità ottenuta dalla vendita degli asset i cui prezzi stanno scendendo rapidamente (come sta accadendo in questi giorni per esempio alle azioni euro e a quelle italiane), è meglio aspettare a liquidarli. Se, infatti, il portafoglio è stato progettato con un corretto profilo di rischio e con un adeguato orizzonte temporale, è probabilmente necessario solo qualche piccolo aggiustamento tattico basato più sui fondamentali e meno dall’emotività.
RISCHIO CONTAGIO? – Per molti analisti, qualunque sia l’esito finale della vicenda greca non dovrebbe danneggiare le prospettive a lungo termine per i titoli azionari europei. Gli esperti di Barclays, per esempio, non hanno modificato né il loro prezzo obiettivo a 4.000 punti a fine anno per l’EuroStoxx 50 e nemmeno la raccomandazione di dare più spazio alle Borse della zona euro. Per la banca inglese a fine anno l’Ftse Mib dovrebbe raggiungere i 26.000 punti e il Dax i 13 mila. D’accordo sul trend delle Borse della zona euro è pure il Credit Suisse. “Ribadiamo il nostro target di fine anno a 4.000 punti per l’EuroStoxx 50”. I titoli azionari euro risultano a sconto rispetto a quelli americani. Comprare sulle debolezze, concludono, non è una cattiva idea.