Quando è meglio investire sui mercati finanziari? Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, che ha analizzato l’andamento di Wall Street e Piazza Affari negli ultimi 15 anni nei 12 mesi dell’anno, emergono alcune evidenze.
CORRELAZIONE IN PRIMAVERA – Il primo dato che balza all’occhio e che si può osservare anche da questo grafico è la dinamica vista a Wall Street ha un’alta correlazione con quanto accaduto sul listino milanese. Fatta eccezione per il mese marzo, dove negli ultimi tre lustri il listino statunitense ha chiuso nell’80% dei casi in territorio positivo a fronte di Piazza Affari che ha chiuso con il segno – 8 volte su 15 (in poco meno del 50% delle volte è andata bene). La correlazione è fortissima in primavera. A maggio e giugno sia Wall Street che Piazza Affari tendono a soffrire di più: nel periodo considerato. Le probabilità di chiudere questi mesi con una performance positiva scemano sotto il 50%, toccando il punto più basso a luglio che con quello di giugno risulta essere il mese più difficile per chi finora ha puntato su un rialzo delle Borse occidentali (in questa analisi sintetizzate da New York e Milano).
IL MOMENTO MIGLIORE – Ad agosto le due Borse tornano più toniche riportando le probabilità di un rialzo oltre il 60% dei casi. L’autunno e l’inizio dell’inverno rappresentano senza dubbio il momento migliore. Perché il trend di probabilità positivo prosegue a settembre, ottobre, novembre e dicembre. Gli ultimi tre mesi dell’anno negli ultimi 15 anni sono risultati positivi a Piazza Affari quasi il 70% delle volte mentre il trend a Wall Street è ancora più marcato: 60% ad ottobre, 73% a novembre e 80% di volte in rialzo a dicembre, come marzo.
PUR SEMPRE STATISTICHE – È bene ricordare che si tratta sempre di statistiche. Anche i mesi migliori restano solo “statisticamente” migliori, ovvero dire che le cose nel recente passato in autunno sono andate bene nel 70-80% delle volte vuole anche dire che sono andate male nel 20-30&. Gli investitori tendono comunque a seguire un andamento stagionale che, sempre “statisticamente” li vede meno pesati sulle azioni in primavera, estate e più nell’ultima parte dell’anno e nell’inizio di quello successivo. Del resto, nell’ultima parte dell’anno molti fondi hanno bisogno di rimpolpare le performance promesse magari a inizio anno. Così come a inizio anno nella maggior parte dei casi si parte con più ottimismo e questo lo si denota da mesi tendenzialmente favorevoli come gennaio e marzo.