Lusso: ecco su quali titoli investire

Il 2014 è stato un anno complicato per il settore del lusso, scrive Milanofinanza.it, ma il 2015 promette bene visto che i fattori negativi (calo vendite in Asia) si sono attenuati, mentre i ricavi in Europa hanno iniziato a recuperare. Ecco chi comprare e chi no secondo gli analisti di Barclays.

1. Burberry
Prezzo obiettivo di 16,75 sterline con rating neutrale (equalweight) per il gruppo Uk che capitalizza a Londra 7,8 miliardi di sterline. Alle quotazioni attuali il titolo è però caro rispetto ai competitor. Con un p/e (prezzo/utile) sugli utili stimati nel 2016 di 20 contro una media di settore di 18,6, mentre il rendimento della cedola è inferiore al 2%.

2. Kering
Al colosso del lusso è stato assegnato un target price di 185 euro (in calo da 190 euro dopo la revisione al ribasso delle stime sui risultati 2015 e 2016), confermando il giudizio positivo (overweight), visto che il p/e di 16 è relativamente basso rispetto alla media del settore. Il dividend yield è 2,3%.

3. Tod’s
Giudizio negativo (underweight) dopo la pubblicazione della trimestrale. Il prezzo obiettivo del titolo è sceso da 67 a 63 euro, dopo aver tagliato le stime dell’utile per azione (eps) 2015 e 2016 del 6%. Il p/e è previsto 25,3 nel 2015 e 22,8 nel 2016. La redditività (roe) è intorno al 12%.

4. Richemont
Rating overweight (sovrappesare) e prezzo obiettivo in aumento da 82 a 95 franchi svizzeri per il gruppo elvetico che beneficerà del pricing power, della stabilizzazione della divisione Cartier Watches, delle potenzialità a lungo termine della gioielleria, dei vantaggi della fusione Net-a-Porter/Yoox  e dell’aumento dei dividendi, grazie all’ingente liquidità. Il p/e 2016 è 19, ma se rettificato per tener conto di Net-a-Porter e del cash scende a 15. Il rendimento della cedola è inferiore al 2%, mentre il roe è 15,4%.

5. Salvatore Ferragamo
Giudizio neutrale con target price 31,50 euro. Le prospettive di lungo termine restano positive, ma alle quotazioni attuali il titolo, che capitalizza 4,9 miliardi di euro, è correttamente valutato. Il p/e 2016 è 25, dopo la performance del 40% da inizio anno, contro il 13% del settore. I risultati del primo trimestre sono stati in linea con le attese, con eccezione per il reddito operativo lordo (ebitda) che è stato migliore.