Le società di raffinazione petrolifera, scrive Milanofinanza.it, vengono spesso trascurate dagli investitori rispetto ai grandi gruppi integrati, ma occupano una posizione centrale nel settore dell’energia, soprattutto in vista dei buoni risultati reddituali del primo trimestre, grazie al calo del prezzo del greggio e alla cancellazione di molti piani di investimento, che saranno annunciati nelle prossime settimane. Ecco, secondo gli analisti di Ubs, i titoli che hanno ancora spazi di rialzo e quelli che rischiano di deludere.
1. Hellenic Petroleum
Il target price assegnato al gruppo greco è 7 euro, quasi il doppio della quotazione attuale (3,6 euro) con rating buy (comprare). Sul listino di Atene il titolo tratta intorno a 3,8 volte l’utile per azione (eps) 2015 e 2016, che sono stimati rispettivamente 0,91 e 0,94 euro. Molto attraente il rendimento della cedola: 10% quest’anno e 15,8% nel prossimo. Il total return (performance + dividend yield) a 12 mesi è negativo (-43%).
2. Motor Oil Hellas
Rating positivo (comprare) con prezzo obiettivo 10 euro (+50%) per un’altra società di raffinazione greca. Il titolo, che capitalizza 0,8 miliardi di dollari, viene scambiato 3,4 volte l’utile per azione 2015 e 4,7 quello del prossimo esercizio. Il dividend yield è rispettivamente 9,3 e 11,5%. Il ritorno totale a un anno è negativo (-23%).
3. Saras
Giudizio neutrale per la compagnia italiana guidata dal direttore generale Dario Scaffardi. Il target price di 1,75 euro è inferiore ai prezzi recenti, mentre il rendimento della cedola è intorno al 3%. Il p/e sale da 8,5 nel 2015 e 12,7 nel 2016, a fronte di un eps in calo (da 0,20 a 0,14 euro). Negli ultimi 12 mesi ha reso (total return) il 45%.
4. Neste Oil
Il gruppo finlandese merita rating neutrale, con prezzo obiettivo 24,50 euro, in linea con le quotazioni attuali. Il titolo, che ha un rendimento della cedola del 3,2% nel 2015 e 3,8% 2016, viene scambiato 12,4 volte l’utile 2015 e 10,5 quello del 2016, pari rispettivamente a 1,88 e 2,24 euro. Sul listino di Helsinki ha reso negli ultimi 12 mesi il 76%.
5. PKN Orlen
Rating neutrale per la compagnia polacca, che merita un prezzo di 61 zloty, inferiore alle quotazioni attuali intorno a 63. Il titolo tratta 6,7 volte l’eps 2015 e 8,2 quello del 2016, stimati rispettivamente 9,19 e 7,55 zloty. Il dividend yield è 3,5% quest’anno e nel prossimo. Il dividendo è stato incrementato, ma non è sufficiente per eliminare i dubbi sulla gestione del capitale. Il total return negli ultimi 12 mesi è stato del 57%.
6. Tupras
Giudizio positivo (buy) per la società di raffinazione turca, in vista dei notevoli miglioramenti attesi nel primo trimestre (+167% anno/anno il reddito operativo lordo e +242% l’utile netto rettificato), sebbene il Residuum upgrade project (Rup) non sia ancora cominciato. Il target price di 69 lire turche è del 14% inferiore alle quotazioni attuali. Attraente il rendimento della cedola, che è stimato 8% quest’anno e 9,6% nel prossimo.