Investire per i figli, ecco le soluzioni migliori

Dall’Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2014, emerge che gli indici di fiducia di famiglie e imprese appaiono in miglioramento da diversi mesi. Migliora il giudizio sull’adeguatezza del reddito (circa il 50% degli intervistati ha dichiarato di poter disporre di un reddito “sufficiente” per le necessità della famiglia) e lo scenario sul fronte industriale che, dopo una lunga serie negativa, vede crescere gli ordinativi e aumentare la produzione.

LA SPINTA AL RISPARMIO – Una serie di indicatori dimostrano quindi come il nostro Paese stia uscendo dalla fase recessiva che, tra il 2007 e il 2013, ha comportato una contrazione del Pil superiore all’8%. Ma dati i pregressi, timori e diffidenza non mancano e il risparmio si è trasformato, negli anni, da esigenza a dovere, soprattutto per le famiglie, lo scrive MoneyFarm. Dalla ricerca è emerso infatti come nel tempo siano cambiate le motivazioni che hanno spinto gli italiani a risparmiare.

SOSTEGNO AI FIGLI – Se prima del 2007 i risparmiatori intenzionali accantonavano denaro in via precauzionale o per l’acquisto della casa, nel 2014, al primo posto tra le ragioni a sostegno del risparmio, figura il sostegno a figli o nipoti e in particolare la necessità di garantir loro un’istruzione, un’autonomia o un’eredità. La differenza tra gli anni della crisi e il 2014 è sostanziale: nel 2007 il sostegno ai figli era indicato dal 3% dei risparmiatori; nel 2014 è il 22,8% a indicarlo come priorità assoluta.

ORIZZONTI DI TEMPO LONTANI – Se è vero che in buona parte è il timore di un futuro incerto a spingere verso forme di tutela e quindi a favorire il risparmio in funzione dei propri cari, è altrettanto vero che sul fronte della programmazione economica e finanziaria sta prevalendo la tendenza verso orizzonti temporali lontani. Per due risparmiatori su tre (il 65,8% degli intervistati) lo sguardo si allunga fino ai 3 anni, con preferenza per gli investimenti liquidi e sicuri.

PIANI DI ACCUMULO E… – Comprensibile dunque che tra le soluzioni preferite, in questi ultimi tempi, vi sia quella del Piano di accumulo, che consente di investire con contributi periodici (in genere mensili) di piccola entità in Fondi comuni o ETF. Tale soluzione finanziaria soddisfa le esigenze di un investimento nel lungo termine, per figli o nipoti, non comporta grossi sacrifici, e permette di costruire nel tempo, grazie ai buoni rendimenti ottenibili, un capitale importante. Inoltre consente di contenere i rischi poiché l’esposizione alla volatilità dei mercati è graduale e le oscillazioni di mercato essendo distribuite in un arco temporale ampio, vengono riassorbite mediando il prezzo di acquisto delle quote del fondo o dell’ETF.