Euro debole: ecco su quali settori puntare in Borsa

A fare la differenza in Borsa, sia nel bene che nel male, sarà l’euro debole. Ecco settore per settore le previsioni di Moody's riportate da Il Sole 24 Ore.

Titoli del settore auto
L'indebolimento prolungato dell'euro, osserva Moody’s, sarà utile ai costruttori automobilistici europei, soprattutto quelli che realizzano vendite significative in regioni extra-europee e quindi in valute diverse dall'euro. È il caso, per esempio, di Bmw, della divisione Mercedes-Benz Cars di Daimler e del Gruppo Volkswagen, che esportano dalla Germania a mercati quali Stati Uniti e Asia. Minori i vantaggi attesi per produttori come Peugeot e Renault, che oggi vendono più della metà della loro produzione in Europa.

Hotel e turismo
La debolezza dell'euro renderà il viaggio più sostenibile alla maggior parte dei turisti diretti nell'Eurozona e provenienti da Paesi extra-Ue. Nel suo report Moody's ricorda che già nel 2013 il 52% del turismo internazionale è stato generato da viaggi in entrata verso l'Europa, con una crescita del 4% registrata nei primi 10 mesi del 2014. Un trend che potrebbe crescere ulteriormente. Non solo. Un euro debole potrebbe far crescere anche il mercato turistico interno alla Ue (oggi circa il 50% del totale).

Compagnie aeree
Tra chi pagherà di più l'euro debole, Moody's annovera le compagnie aeree europee. Questo perché saranno sempre meno gli europei che decideranno di viaggiare verso l'estero. Poco o nulla gioverà il fatto che la domanda di voli in entrata verso l'Europa sia destinata ad aumentare, sempre in ragione dell'indebolimento dell'euro: la maggior parte di questa domanda sarà infatti intercettata da compagnie aeree non europee. Non solo: dal momento che i prezzi del petrolio sul mercato internazionale sono espressi in dollari Usa, l'approvvigionamento di carburante per le compagnie aeree europee diventerà più oneroso, riducendo i vantaggi legati al calo delle quotazioni.

Aziende chimiche
Come nel caso del comparto automotive, un euro debole aumenterà la competitività delle aziende che hanno la produzione territoriale in Europa ed esportano all'estero. Moody's sottolinea come l'Unione Europea rimanga il principale esportatore mondiale di prodotti chimici. Basf ha recentemente dichiarato che a un aumento di 0,01 euro rispetto al dollaro corrisponde un aumento del valore delle sue vendite di circa 240 milioni di euro, e un aumento del risultato operativo lordo di 50 milioni (la stima assume che le altre variabili rimangano costanti).

Commercio al dettaglio
Per i marchi che operano nel commercio al dettaglio, secondo Moody's l'impatto negativo sarà limitato, ma ci sarà. L'acquisto di merci da fornitori che vendono in dollari Usa costerà di più, facendo lievitare i costi. Questo avrà ripercussioni soprattutto per le società che lavorano con bassi margini di ricarico: perlopiù chi opera nei comparti “elettronica” e “tlc”. Anche chi opera nel settore “abbigliamento” e “non food” vivrà una tensione sui costi, dal momento che queste società acquistano gran parte dei loro prodotti da fornitori asiatici, e la moneta di scambio scelta è il dollaro americano.