Nel caso di un portafoglio azionario l’eurozona dovrebbe pesare per il 40%, puntando su una crescita pur modesta guidata dalla domanda interna; a Wall Street dovrebbe andare un altro 40% considerato che la crisi del petrolio frenerà i settori energetici ma favorirà la crescita in generale. Infine, i Paesi emergenti come Russia, Brasile, Cina e India si prendono il restante 20%.
PORTAFOGLIO IDEALE – A indicare il portafoglio ideale per il 2015 la guida “Come investire nel 2015” del Corriere Economia. Viene spiegato poi che il settore più privilegiato è quello della tecnologia, auto, trasporti, utility, costruzioni, beni di consumo e farmaceutici. Una posizione neutrale per energetici, banche e assicurazioni. Infine, va diminuito il peso di servizi al settore petrolifero, materie prime e chimici.
SCELTA TITOLI – Nel caso della Borsa italiana, partendo dal presupposto che il petrolio e il rublo trovino un assestamento a livelli migliori degli attuali, un portafoglio azionario con un profilo a medio rischio potrebbe essere composto al 70% da blue chip e al 30% da small cap. Tra le storie più interessanti, fra i titoli maggiori il consiglio ricade su Enel, Finmeccanica, Fiat, Eni, Generali, Telecom Italia e Atlantia. Tra le società a medio piccola capitalizzazione, invece, presentano un buon mix di rischio/rendimento Finecobank, Igd e Geox.