Il crollo del Brent si riflette positivamente sui costi di produzione, ma dall'altro pesa l'andamento negativo dei prezzi dei metalli, che risentono in molti casi del surplus di offerta. Ecco, come riporta Milanofinanza.it, secondo gli analisti di Morgan Stanley chi comprare e chi evitare.
Da comprare:
1. Rio Tinto
Il colosso anglo-australiano guidato da Sam Walsh merita un prezzo obiettivo di 3.580 pence che corrisponde a un upside dell’11% dal prezzo attuale. Attraente il rendimento della cedola, che è stimato al 4,8% nel 2015 e al 5,1% nel 2016. Negli ultimi 12 mesi il total return (performance+rendimento della cedola) è negativo (-8%).
2. Norilsk Nickel
Target price di 20 dollari, che implica un margine di rialzo del 10%, per la società mineraria che ha un rendimento della cedola molto elevato (7,7% nel 2015 e 8,4% nel 2016), sostenuto dalla generosa creazione di free cash flow (fcf). Il rapporto rischio/rendimento è quindi interessante. Negli ultimi 12 mesi il titolo, che capitalizza 30 miliardi di dollari, ha reso (in termini di total return) il 24%.
3. Lundin Mining
Le prospettive della compagnia mineraria svedese sono migliorate dopo l’acquisizione di Candelaria, perché i rischi si sono ridotti. La valutazione è adeguata e il gearing di bilancio non eccessivo. Il target price del titolo, che capitalizza 3 miliardi di dollari, è 42 corone svedesi, del 18% superiore alle quotazioni attuali, mentre il dividend yield è trascurabile (0,6%). Il total return a 12 mesi è del 16%.
Da vendere:
1. Anglo American
Il gruppo minerario guidato da Mark Cutifani ha un target price di 1.050 pence, del 15% inferiore ai livelli attuali, perché risentirà della debolezza del prezzo del ferro, del carbone e del petrolio. Riuscirà inoltre a garantire il dividendo solo se riuscirà a tagliare gli investimenti di capitale su livelli sostenibili, mentre l’indebitamento netto è elevato (3 volte il reddito operativo lordo). Il dividend yield è 4,5% nel 2015 e 4,8% nel 2016. Il total return negli ultimi 12 mesi è negativo (-20,3%).
2. Eramet
Rating underweight e prezzo obiettivo 75 dollari, contro una quotazione recente di 80, per la società specializzata nei segmenti nickel, manganese e acciai speciali. La strategia del gruppo non giustifica quotazioni più elevate. Il rendimento della cedola è 0,4% nel 2015 e 2,3% nel 2016. Il titolo, che capitalizza 2,4 miliardi di dollari, negli ultimi 12 mesi ha realizzato un total return del 13%.
3. Norsk Hydro
Il gruppo norvegese risente negativamente dell’andamento del prezzo dell’alluminio, che potrebbe scendere ulteriormente. Il rapporto rischio/rendimento del titolo non è quindi attraente. Il target price di 41 corone si confronta con una quotazione attuale intorno a 45. Il rendimento della cedola è 2,2% nel 2015 e 3,5% nel 2016. Il total reurn negli ultimi 12 mesi è del 54%.