Chi comprare e chi vendere nel settore petrolifero

1. BG Group
Il rating sul gruppo anglosassone, che capitalizza 50  miliardi di dollari, è sceso da hold (mantenere) a sell (vendere), con prezzo obiettivo 9 sterline, inferiore alle quotazioni attuali. L’utile per azione (eps) è stato tagliato del 67% nel 2015 e del 57% nel 2016. Il titolo è scambiato con multipli  (p/e di 41,3 nel  2015 e 23,9 nel 2016) superiori alla media di settore, rispettivamente di 20,2 e 13,8. Il rendimento della cedola 2014 e 2015 è 2%.

2. BP
Giudizio neutrale (hold) per il colosso petrolifero guidato da Robert Dudley, che capitalizza 127 miliardi di dollari. Il target price di 4,50 sterline è in linea con le quotazioni recenti. L’eps è stato ridotto del 48% nel 2015 e del 29% nel 2016. Il rendimento della cedola 2014 è 5,3% in aumento al 5,8% nel 2015.

3. Eni
Rating buy per il gruppo guidato da Claudio Descalzi, al quale è stato assegnato un prezzo obiettivo di 17,5 euro, che corrisponde a un margine di rialzo del 13%. L’eps è stato tagliato del 33,6% nel 2015 e del 24,2% nel 2016. Il titolo tratta 14,5 volte l’utile 2014 e 20 quello del 2015, mentre il dividend yield del 7% riflette i timori di un taglio della cedola, come avvenne con il cash petrolifero del 2009, ma secondo gli analisti sarà mantenuto perché il bilancio è molto più solido di allora.

4. Galp
La stima dell’utile 2015 e 2016 è stata tagliata rispettivamente del 25% e del 22%, per riflettere le previsioni più basse sul greggio, ma non ha inciso sull’attrattività del gruppo, che resta in una posizione di vantaggio. Il titolo, che capitalizza 9 miliardi di dollari, ha un p/e di 27 nel 2014 e 29,6 nel 2015, mentre il rendimento della cedola è intorno al 3%.

5. Shell
Il rating sul gigante petrolifero, guidato da Ben Van Beurden, che capitalizza 213 miliardi di dollari, è stato confermato buy (comprare). Grazie alle caratteristiche difensive, che si possono sintetizzare nella solidità del bilancio, merita un prezzo obiettivo di 25 sterline, del superiore alle quotazioni attuali. L’utile per azione (eps) è stato tagliato del 40% nel 2015 e del 18,4% nel 2016. Il titolo è scambiato con multipli (p/e di 19 nel 2015 e 12 nel 2016) inferiori alla media di settore, rispettivamente di 20,2 e 13,8. Il rendimento della cedola 2014 è 5%, per salire a 5,7% nel 2015.

6. Repsol
Alla compagnia spagnola (25,6 miliardi di dollari di capitalizzazione) è stato assegnato il giudizio neutrale (hold), in ribasso da buy, dopo aver ridotto del 14,6% e del 16,4% le stime sull’utile per azione 2015 e 2016. Il target price di 17 euro si confronta con una quotazione attuale di 16,4. Il rendimento della cedola è intorno al 6%.

7. Statoil
Prezzo obiettivo di 133 corone norvegesi, contro una quotazione attuale di 143,6, per il gruppo guidato da Eldar Saetre che capitalizza 62,5 miliardi di dollari. Il rating è negativo (sell) perché i multipli borsistici sono elevati rispetto alla media di settore (p7e di 19,8 nel 2015 e 15,8 nel 2016) e il bilancio è il più debole fra i big oil. Il rendimento della cedola è 4,8% sia nel 2014 che nel 2015.