IPOTESI DI RIFORMA – Le ipotesi sulla riforma dell'Imu restano tutte sul tavolo in attesa della cabina di regia di giovedì prossimo e dell'orientamento politico che ne emergerà. È il tormentone dell’estate ma il compromesso possibile, capace di mettere d'accordo Pd e Pdl, secondo alcuni tecnici del ministero dell'Economia, potrebbe essere quello di alzare la soglia di esenzione a 600 euro, escludendo quindi dal pagamento della tassa sulla prima casa almeno l'80% dei proprietari.
AUMENTARE LA SOGLIA – Alzare la franchigia a 600 euro significherebbe quindi trovare probabilmente una soluzione ammissibile anche per il Pdl che di quel decreto è stato tra i principali ispiratori. Il braccio di ferro è con la proposta del Pd di fissare la soglia a cento euro in meno, 500 euro. Oggi la franchigia è fissata a 200 euro, con ulteriori detrazioni di 50 euro a figlio per un massimo di 400 euro (e quindi un totale di 600 euro ma solo con ben 8 figli a carico). L'anno scorso i proprietari hanno pagato in media 235 euro. Gli esenti sono stati 4,6 milioni, il 24% sui 19,2 milioni di prime case.
MODULARE LA TASSA – Con l'innalzamento della soglia la percentuale sarebbe più del triplo rispetto all'attuale. Tra le proposte allo studio del Tesoro, coadiuvato anche dal ministero degli Affari Regionali cui spetta l'arduo compito di mediare con i Comuni, c'è anche quella di modulare la tassa in base ai metri quadrati dell'abitazione e al numero di persone che ci vivono: non solo figli ma anche anziani a carico. Si tratta però ancora di ipotesi, nell’attesa di giovedì.