IL SONDAGGIO – Da un sondaggio internazionale condotto da Zurich Insurance Group (Zurich), emerge che i principali rischi che le Pmi stanno affrontando in tutto il mondo sono l’elevato livello di competitività e il calo della domanda. Per far fronte a queste sfide, le Pmi si sono impegnate soprattutto ad ampliare la propria attività verso nuovi segmenti di consumatori, nuovi target e ad espandere il proprio business all’estero.
STRATEGIE DI ESPANSIONE – Attrarre nuovi clienti target è considerata una priorità per la maggior parte delle Pmi. Globalmente nell’arco degli ultimi 12 mesi il 23% delle Pmi ha cercato di espandere la propria attività nel mercato domestico, mentre il 13% in mercati internazionali, prevedendo ancora maggiori opportunità di crescita nel 2013 (rispettivamente 33% e 14%). La diversificazione dei prodotti e dei servizi offerti (18% l’anno passato; 19% l’anno prossimo) è la strategia che le Pmi intendono implementare per attrarre nuovi clienti.
POLITICHE DI COSTI E SALARI – Con il perdurare della congiuntura economica negativa in area Euro, le Pmi spagnole (25%), portoghesi (20%), italiane (24%) e irlandesi (15%) sono state le prime ad aver ridotto i prezzi; mentre le stesse sono state le ultime ad aumentare lo stipendio ai propri dipendenti (rispettivamente il 4% delle Pmi in Spagna, il 6% in Portogallo, il 4% in Italia e il 3% in l’Irlanda). Diversa la condotta delle Pmi di altri paesi europei che sono riuscite invece a mantenere i salari in crescita: Svizzera (24%), Germania (14%) e Inghilterra (20%), limitando le riduzioni dei prezzi.
RIDUZIONE DEI COSTI – In Italia, inoltre, con il perdurare di una congiuntura economica negativa, la prospettiva per le Pmi è quella di una ulteriore riduzione dei costi e di una contemporanea attività di ricerca di nuovi canali per attrarre nuovi clienti. Da notare anche che la possibile e sperata revisione di normative e leggi viene vista come grande opportunità per le imprese del nostro paese per creare nuovo business.
I RISCHI – Elevata competitività e ulteriore calo della domanda sono percepiti tra i maggiori rischi, mentre incendi e “cyber crime” sono agli ultimi posti. Circa un terzo delle Pmi (36%) considera come maggior rischio la competitività elevata e il dumping mentre circa un quarto delle Pmi (24%) teme per il calo della domanda. Non sorprende che questo dato sia particolarmente alto in Spagna (43%), Italia (35%), Portogallo (32%) e Inghilterra (34%). Lo stesso dato è meno preoccupante in Indonesia (11%) Germania ed Emirati Arabi (entrambi al 14%). I furti vengono temuti a tutte le latitudini (19%), mentre il rischio di incendio è fonte di preoccupazione solo in Brasile (20%); nel resto del mondo la percentuale si abbassa in media al 7%.
LE FRODI ONLINE – Le frodi online, la pirateria informatica e altri cyber crime, non vengono invece percepiti come rischi rilevanti. Solo in Inghilterra il 9% delle Pmi li considera importanti. E’ probabile che questo trend possa mutare nei prossimi anni con la ricerca, da parte delle aziende, di nuovi canali di vendita (anche online) e l’utilizzo di nuovi supporti informatici (mobile/tablet).
RISORSE UMANE – Dall’indagine risulta anche quanto le Pmi ritengano importante (tra le prime 5 opportunità di business) valorizzare le risorse umane, puntando alla qualità. Investire nel personale viene infatti incoraggiato da oltre il 14% delle Pmi nel mondo, con la Svizzera (27%), Messico (22%), Brasile (20%) e Portogallo (20%) ai primi posti.