I TITOLI FINANZIARI – Il mercato continua a sottostimare, secondo gli esperti di Morgan Stanley, il potenziale di valore racchiuso in molti titoli finanziari europei ed è troppo pessimista sulle prospettive dei prossimi anni. Il sito di ItaliaOggi.it riporta le azioni che hanno margini di rialzo e quelle che non meritano di più.
Da comprare:
1) Bnp Paribas Le banca francese, con un ratio del 10,9% sul capitale (Basel 3 CET1) e un leverage del 3,6% nel 2013, i più elevati fra gli istituti del Paese, offre il il dividendo più sicuro. Il prezzo obiettivo è 60 euro, contro una quotazione recente intorno a 50 (+20%). Il rendimento della cedola è stimato 3,8% nel 2013, 4,6% nel 2014 e 5,6% nel 2015.
2) Ing Il target price del gruppo olandese, che capitalizza 33,6 miliardi di euro, è 10 euro, rispetto a un prezzo attuale di 8,7 (+15%). Il rendimento della cedola è nullo nel 2013 e 2014, mentre è stimato 5,4% nel 2015.
3) Julius Baer Gli esperti di Morgan Stanley hanno rivisto al rialzo il rating sul titolo per tre ragioni principali. Il mercato sottovalutata il ritorno potenziale sul capitale nel lungo termine (5% il dividend yield nel 2015), una ripresa della raccolta migliore delle aspettative nel 2015-2016 e la prospettiva di margini sostenibili dopo il difficile 2012. Il prezzo obiettivo è 50 franchi svizzeri, che corrisponde a un p/e (prezzo/utile) di 13 nel 2015 da un livello attuale di 11,5.
4) Lloyds BG Il gruppo inglese trarrà vantaggio dal miglioramento dei mercati immobiliari, in particolare di quello inglese (grazie allo schema Help to Buy) e dalla maggiore visibilità del payout. Il titolo merita un prezzo obiettivo di 100 p, con un potenziale di rialzo del 30% dalle quotazioni attuali. Il rendimento della cedola è zero quest’anno, 1,1% nel 2014 e 4,5% nel 2015.
5) Ubs Il titolo, che capitalizza 61,8 miliardi di euro, ha un prezzo obiettivo di 21 franchi svizzeri (+8% dalle quotazioni attuali). Il rendimento della cedola è stimato 0,8% nel 2013, 3,1% nel 2014 e 9% nel 2015.
Da evitare:
1) Banco popolare La banca italiana è a buon mercato, ma non è ancora interessante a causa della bassa redditività e minore qualità dell’attivo rispetto alla concorrenza. Due fattori che continuano a pesare negativamente sulla quotazione, in uno scenario macro italiano che rimane incerto. Il rendimento della cedola è stimato 1,8% nel 2013, 4,5% nel 2014 e 6,3% nel 2015.
2) Monte dei Paschi Ai rischi dell’Italia si sommano quelli della banca toscana, che nonostante gli aiuti difficilmente riuscirà a tornare redditizia nei prossimi anni. A fronte di un costo del capitale del 12%, il titolo tratta 0,4 volte il nav (net asset value) 2014. Il rendimento della cedola è nullo dal 2013 al 2015.
3) Popular I progressi nella redditività si vedranno infatti solo dal 2015 in poi, grazie al business caratterizzato da margini più alti e allo stretto controllo dei costi. Il rendimento della cedola è zero nel 2013, 1% nel 2014 e 3,2% nel 2015.
4) Sabadell La bassa qualità degli asset porterà tuttavia a pressioni crescenti sui margini reddituali più di quanto il mercati si aspetti. Ai prezzi attuali, che implicano un p/tbv di 0,6 nel 2013, il titolo non ha spazi di rialzo. Il rendimento della cedola è zero nel 2013, 1% nel 2014 e 3,2% nel 2015.
5) SHB Sebbene la banca svedese sia una delle meglio gestite in Europa, risente di una minore crescita della raccolta e degli impieghi nelle sue divisioni internazionali, con la conseguenza che sarà in grado di remunerare gli azionisti meno dei concorrenti. Il rendimento della cedola è stimato 4% nel 2013, 4,2% nel 2014 e 4,4% nel 2015.