Morgan Stanley, dieci titoli europei che soffrono per l’euro forte

EURO FORTE – Secondo quanto scrive il sito di Milanofinanza.it, il rialzo dell’euro pesa sulla competitività delle società del Vecchio Continente, che sono più esposte sui mercati internazionali anche se l’effetto sui risultati di bilancio è generalmente mitigato dalle politiche di hedging. A questo proposito gli analisti di Morgan Stanley hanno calcolato la correlazione e la percentuale del giro d’affari stimato nel 2013 che dipende da altre valute. Ecco i rating di dieci gruppi che risentono di un impatto molto negativo sul reddito operativo netto (ebit).

1) Essilor International. Il gruppo farmaceutico francese guidato da Hubert Sagnieres realizza il 68% del fatturato 2013 in valute diverse dall’euro. Il titolo, che capitalizza 23,4 miliardi di dollari, in un anno ha reso (total return) sulla borsa di Parigi il 7,6%. Il rating è underweight (sottopesare).

2) Danone. Il colosso francese del food presieduto da Franck Riboud realizza il 63% del giro d’affari 2013 in valute diverse dall’euro. Il titolo, che capitalizza 47,1 miliardi di dollari, negli ultimi 12 mesi ha registrato sul listino di Parigi un total return del 12,4%. Il rating è underweight (sottopesare).

3) Adidas. Oltre 70% delle vendite 2013 della società tedesca specializzata in abbigliamento sportivo è in valute diverse dall’euro e la correlazione negli ultimi 4 anni è stata negativa. Il titolo, che capitalizza 24,2 miliardi di dollari, in un anno ha reso (total return) il 28% sul listino Xetra.

4) Bayer. Il gigante del settore chimico e farmaceutico guidato da Marijn Dekkers, che ha annunciato risultati trimestrali in aumento, realizza il 54,2% del fatturato 2013 in valute diverse dall’euro. Il titolo, che capitalizza 105,4 miliardi di dollari, negli ultimi 12 mesi ha registrato sul listino tedesco un total return del 40,6%.

5) Total. Il colosso petrolifero francese, che nel terzo trimestre ha evidenziato un calo degli utili a causa della flessione dei margini reddituali, realizza l’83,3% del giro d’affari 2013 in valute diverse dall’euro. Il titolo, che capitalizza 148 miliardi di dollari, in un anno ha reso (total return) il 22%. Il rating è overweight (sovrappesare).

6) Puma. La società guidata da Bjorn Gulden, che vende abbigliamento e attrezzature sportive, realizza il 58% dei ricavi 2013 in valute diverse dall’euro. Il titolo, che capitalizza 4,6 miliardi di dollari, negli ultimi 12 mesi ha realizzato un total return negativo (-2,5%).

7) Eni. Il gruppo petrolifero guidato da Paolo Scaroni realizza oltre l’80% del fatturato 2013 in valute diverse dall’euro. Il titolo, che capitalizza 91,8 miliardi di dollari, in un anno ha reso (total return) sul listino di Milano il 12%. Il rating è overweight (sovrappesare).

8) CRH. Produce cemento e altri materiali da costruzione che vende tramite le società controllate in 19 Paesi, compresi Irlanda, Stati Uniti, Spagna, Germania e Olanda. Il 56,8% delle vendite 2013 è in valute diverse dall’euro. Il titolo, che capitalizza 17,9 miliardi di dollari, negli ultimi 12 mesi ha registrato un ritorno totale del 27,8% sul listino di Dublino. Il rating è equalweight (peso in linea con il mercato).

9) L’Oreal. Il colosso francese della cosmesi guidato da Jean-Paul Agon realizza il 58% dei ricavi 2013 in valute diverse dall’euro. Il titolo, che capitalizza 106 miliardi di dollari, in un anno ha reso (total return) il 28,7%. Il rating è underweight (sottopesare).

10) Stora Enso Oyj. La società finlandese specializzata nel settore della carta e del packaging realizza il 36,8% del fatturato 2013 in valute diverse dall’euro. Il titolo, che capitalizza 7,5 miliardi di dollari, negli ultimi 12 mesi ha registrato un total return del 48%. Il rating è equalweight (peso in linea con il mercato).