Crisi, Confindustria: “Danni pesanti come quelli di una guerra”

DANNI COME UNA GUERRA – "Danni pesanti commisurabili solo a quelli di una guerra". È la lapidaria analisi del Centro Studi di Confindustria, nel suo tradizionale rapporto di fine anno. ''La ripresa cammina sul filo del rasoio, rischio cedimento della tenuta sociale. Dal 2007 persi 1,8 mln di posti di lavoro e i poveri sono raddoppiati. I rischi a ribasso sono appena dietro l'angolo e il pericolo maggiore potrebbe arrivare dal cedimento della tenuta sociale con il montare della protesta che si incanali verso rappresentanze che predicano la violazione delle regole e la sovversione delle istituzioni.

PIL – Se i "tasselli" del mosaico andranno a posto il Pil 2014 crescerà dello 0,7% e quello del 2015 dell'1,2%. Se invece "si materializzerà un quadro sfavorevole" allora il Pil registrerebbe +0,4% nel 2014 e zero nel 2015.

LAVORO – "Si arresta l'emorragia occupazionale" e il tasso di disoccupazione si stabilizza, dice il Csc che prevede uno 0,1% nel 2014 e uno 0,5% nel 2015 e un tasso di disoccupazione al 12,3% il prossimo anno e al 12,2% nel 2015. Nel caso di scenario sfavorevole l'occupazione per i prossimi 2 anni resterebbe al palo, -0,1% e 0. Per Confindustria dal 2007 il Paese ha perso circa 1,8 milioni di posti di lavoro.

LEGGE DI STABILITA' – La legge di stabilità resta "una occasione mancata" e complessivamente gli interventi sono "modesti". Non solo. Anche l'intervento che Confindustria ritiene principale, quello sul cuneo fiscale, vede le risorse stanziate "non in grado di incidere significativamente".

CONTI PUBBLICI – Il Csc prevede che l'indebitamento dell'Italia raggiungerà il 2,7% nel 2014 ma toccherà il 2,4% nel 2015. Il debito pubblico sale ancora nel 2014 al 129,8% per poi iniziare a flettere nel 2015.

FISCO – Secondo il Centro Studi di Confindustria la pressione fiscale scenderà marginalmente al 43,9% nel 2014 dopo aver toccato il record nel 2013 con il 44,3% di Pil.

CONSUMI – La spesa delle famiglie, per la prima volta dopo tre anni di cali, potrebbe cominciare ad aumentare dello 0,2% nel 2014 per raggiungere +0,8% nel 2015. Ma in caso di scenario sfavorevole i consumi delle famiglie sono destinati a restare al palo: 0,1% nel 2014 e 0 nel 2015.