Con i Bot a zero, meglio virare sui conti deposito

RENDIMENTI POSITIVI – Con l’inflazione quasi a zero anche i rendimenti delle disponibilità liquide tendono ad annullarsi. Una situazione che è stata battezzata dagli economisti con il termine financial repression, compressione dei rendimenti. Secondo il CorrierEconomia, il rischio di portarsi a casa rendimenti negativi, al netto della tassazione e commissioni bancarie a questo punto è reale. La soluzione? I conti deposito vincolati, sia online che non. Cercando tra le varie offerte è ancora possibile individuare conti che al netto dell’imposta – oggi del 20% – rendono circa l’1,5% netto.

LA CONVENIENZA – In futuro i conti deposito saranno soggetti all’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie, ma rimarrà immutata la convenienza rispetto ai titoli di Stato – che resteranno alla tassazione del 12%. Tra i conti deposito con i tassi più elevati, il CorrierEconomia ricorda quello di Banca Marche con un tasso lordo al 3,40% e netto del 2,52%. Poi c’è Banca Ifis (lordo al 2,40%, netto all’1,93%); Ibl Banca (lordo al 2,38%, netto all’1,90%); Conto Creval (lordo al 2,50%, netto all’1,84%); Banco Popolare (lordo al 2,25%, netto all’1,83%); Bpm (lordo al 2,5%, netto all’1,56%); Che Banca! (lordo al 2%, netto all’1,42%); Webank (lordo al 2%, netto all’1,4%); Fineco (lordo al 2%, netto all’1.4%); Dolomiti Direkt (lordo al 2,8%, netto all’1,31%).
(Fonte: ConfronaConti.it – deposito di 10mila euro vincolato a 12 mesi).