Ecco cinque titoli con buone chance di rialzo e altrettanti che hanno invece corso troppo del settore software scelti da Morgan Stanley.
Chi può salire:
1) Temenos. Alla società elvetica è stato assegnato un target price di 36 franchi svizzeri, che implica potenziale del 15%. Il tasso previsto di crescita (cagr) dell’utile per azione (eps) dal 2013 al 2015 è 25,3%, mentre il rendimento della cedola è nullo. In un anno ha garantito un total return (performance + rendimendo del dividendo) del 43,6%.
2) SAP. La multinazionale tedesca guidata da William McDermott merita un target price di 67 euro, del 18% superiore al prezzo attuale. Il titolo tratta 16,3 volte gli utili stimati nel 2015. Il tasso di crescita (cagr) dell’utile per azione dal 2013 al 2015 è 5,9%. Il dividend yield è 1,9% nel 2014 e 2,2% nel 2015. Deludente il total return a un anno (-7,4%).
3) Capgemini. Intorno al 25%. E’ l’upside potenziale del gruppo francese, in vista di un target price di 64 euro, contro una quotazione recente di 51,22. Il tasso di crescita (cagr) atteso dell’utile per azione nel 2013-15 è 11,4%, contro una media delle società IT europee del 9,7%, mentre il dividend yield è in linea (2,3% nel 2014 e 2,4% nel 2015).
4) Atos. Il gruppo francese che offre servizi di consulenza ed outsourcing guidato da Thierry Breton merita un target price di 80 euro, del 30% superiore al prezzo attuale. Il titolo presenta multipli interessanti, con un p/e di 13 e un rapporto ev/ebit di 7,7 nel 2015, mentre l’utile per azione dal 2013 al 2015 cresce del 10%.
5) Dassault Systemes. Alla società francese è stato assegnato un target price di 100 euro, che implica potenziale dalle quotazioni attuali del 12,5%. Il titolo tratta 21,9 volte gli utili stimati nel 2015, a fronte di un rapporto ev/ebit che scende da 15,1 nel 2014 a 12,7 nel 2015. Il tasso previsto di crescita (cagr) dell’utile per azione 2013-2015 è elevato (7,8%) ma inferiore alla media di settore.
I titoli da evitare:
1) Indra. Il gruppo spagnolo è secondo gli analisti sopravvalutato del 34% rispetto a un target price di 9 euro. Il titolo è caro, visto che tratta 16,4 volte gli utili stimati nel 2015, a fronte di un rapporto ev/ebit che scende da 12,2 nel 2014 a 10,9 nel 2015, mentre il tasso di crescita (cagr) dell’utile per azione dal 2013 al 2015 è piatto.
2) Telecity. Il titolo inglese, che in un anno è sceso più del 20%, ha ulteriori rischi di ribasso fino a un target di 580 pence, del 18% inferiore alle quotazioni attuali. Il gruppo specializzato nel design e nella gestione di infrastrutture internet per le aziende, ha comunicato una trimestrale superiore al consensus di mercato, ma dopo essere balzata in una sola giornata del 15%, ora è sopravvalutata.
3) Sage. Prezzo obiettivo di 330 pence, che implica un margine di ribasso del 22% per la società inglese, contro un valore d’impresa di 6,16. Il titolo presenta multipli elevati, visto che viene scambiato 18 volte gli utili stimati nel 2014, mentre il rapporto ev/ebit scende da 13,3 nel 2014 a 12,1 nel 2015.
4) Tieto. Il gruppo finlandese è secondo gli analisti sopravvalutato del 23% alle quotazioni attuali, visto che merita un target price di 15 euro. Sul listino di Helsinki il titolo, che in un anno ha offerto un total return del 24,6%, tratta 14,6 volte gli utili stimati nel 2015, a fronte di un rapporto ev/ebit che si riduce da 10,4 nel 2014 a 9,7 nel 2015.
5) Steria. La mid cap francese, dopo l’elevata performance messa a segno negli ultimi 12 mesi, ha rischi di ribasso superiori alle opportunità di crescita, nonostante la buona dinamica prevista dell’utile (+18% dal 2013 al 2015). Il prezzo obiettivo di 16 euro è del 20% più basso dei valori attuali.