Sell in may and go away non vale più

SELL IN MAY AND GO AWAY – I proverbi sono fatti apposta per essere contraddetti. In borsa sta succedendo per il famosissimo motto, nato a Wall Street ma poi esportato su tutti mercati del mondo “Sell in May and go away” (vendi a maggio e stai lontano). Pare che sia stato messo in crisi, negli ultimi anni, da una tendenza in netto contrasto con le previsioni, racconta il sito www.moneyfarm.com. Sostanzialmente a lungo è valsa la condizione per cui, statisticamente, tra maggio e ottobre, le azioni tendevano a sottoperformare e dunque era consigliabile vendere prima di questo periodo.

MESI DI GUADAGNI – Ma negli ultimi anni tale ciclicità pare essersi arrestata. Eppure l’osservazione sull’S&P 500 dal 1980 al 2013, ha evidenziato come nel 67% dei casi i mercati azionari abbiano effettivamente riportato migliori performance nel periodo compreso tra novembre e aprile, contrariamente a quello del resto dell’anno. A suffragio di questa tesi anche il dato del Dow Jones, il quale, dal 1896 a oggi, ha avuto un ritorno medio del 5,2% nei mesi invernali contro l’1,7% nei mesi estivi. Ma dal 2009 a oggi, fatta eccezione per il 2011, scrive ancora Moneyfarm, il periodo da maggio a ottobre, tradizionalmente debole, ha invece portato guadagni agli investitori. Segno di uno scenario alterato, in cui pesa certamente il massiccio intervento delle banche centrali dopo la crisi.

STRATEGIA DI USCITA? – Negli ultimi anni, la vendita di maggio è andata via via attenuandosi e anche per quest’anno, a Wall Street (vicina ai massimi storici), pare che non sia prevista nessuna strategia d’uscita degli investitori dal mercato azionario. Questa ciclicità è venuta meno per una serie di condizioni, che anche nel 2014, non si sono verificate. Ad esempio, conclude il “Sell in May and go away” avviene tendenzialmente quando nella prima parte dell’anno c’è un buon rialzo dei listini ma le performance di Wall Street sono sostanzialmente piatte da gennaio.