L’euro ha fatto bene a oro e petrolio

LA SCALA DEI PROFITTI – Se si guarda al dato dei rendimenti di lungo periodo dalla nascita dell’euro a oggi balza agli occhi il risultato clamoroso in termini di performance delle commodities – oro e petrolio – che in un decennio e mezzo sono cresciuti rispettivamente del 288% e dell’822%. Al terzo posto nella scala dei profitti, le azioni dei paesi emergenti, il cui valore è quasi raddoppiato (+197%). É evidente che le dinamiche profonde della crescita dei mercati internazionali e dei rendimenti delle attività finanziarie sono stati largamente indipendenti dalle sorti della nuova moneta europea. Lo riporta il sito Wallstreetitalia.com.

REDDITO FISSO – Se tuttavia andiamo a considerare il bilancio degli investimenti di casa nostra, le azioni italiane ed europee (ma anche le azioni Usa, il cui profitto per un investitore europeo è fortemente condizionato dal tasso di cambio), oppure i titoli a reddito fisso, le cose cambiano. L’euro, che con la sua introduzione ha determinato una convergenza verso il basso dei tassi di interesse delle emissioni obbligazionarie, è all’origine delle buone performance del mercato del reddito fisso, visto che quando i tassi scendono il valore di mercato dei titoli già emessi aumenta.

I BTP ITALIANI – Non sorprende dunque che al quarto posto nella classifica dei rendimenti si collochino i Btp italiani (+98,7%), capaci di garantire un rendimento "reale", al netto dell’inflazione, largamente positivo al vasto pubblico dei risparmiatori che hanno creduto nelle emissioni pubbliche. Promossi anche i Bot (+44,7%), i Cct (+53,8%) e i Ctz (+56,1%).