Tassazione sulle rendite finanziarie, come comportarsi

LA NUOVA ALIQUOTA – Dal 1 luglio il governo Renzi ha deciso di alzare la tassa sulle rendite finanziarie. MoneyFarm ha cercato di aiutare i risparmiatori a fare chiarezza su una materia così complessa e importante. Con l’aiuto di un esperto fiscalista, il sito di consulenza finanziaria ha infatti constatato di trovarsi dinanzi a una norma particolarmente complessa la quale non può essere tradotta in semplicistiche nonché generiche conclusioni.
 
I FATTORI – Solo per darvi un’idea, alcuni tra i numerosi fattori che devono essere tenuti in considerazione per prendere una decisione economicamente corretta sono:
 
– minusvalenze pregresse
– entità delle plusvalenze in portafoglio
– entità delle minusvalenze in portafoglio
– certezza della plusvalenza latente in portafoglio
– analisi di scenario su cosa si pensa possa succedere
– costi di transazione dei singoli titoli
– costo del capitale disinvestito per pagare le tasse anticipate
– entità delle eventuali minusvalenze post-affrancamento rispetto al portafoglio
 
MODELLO DECISIONALE – È subito chiaro come le variabili da tenere in considerazione siano molteplici e come qualunque piccolo medio-risparmiatore non possa riuscire nell’intento di fare una valutazione approfondita e sicura sui fattori summenzionati. Per intenderci, il nostro team di Asset Allocation ha impiegato più di una settimana per costruire un modello di decision making solido ed efficace. Le uniche regole “semplici” che gli esperti di Moneyfarm sono riusciti a trovare per generalizzare la soluzione del problema sono:
conviene usare l’opzione di affrancamento solo se i costi di transazione nella compravendita dei titoli in plusvalenza superano il 6% delle minusvalenze latenti
conviene smobilizzare posizioni su Btp o titoli obbligazionari “white list” in profitto solo se le minusvalenze pregresse moltiplicate per il 3,25% (26%*12.5%) superano i costi di transazione
se ci sono grosse minusvalenze accantonate nel 2010 conviene usarle vendendo singole posizioni in profitto
 
TASSA RETROATTIVA – Con tutta probabilità la gran parte delle persone non sarà nelle condizioni di prendere questa decisione in autonomia lasciandosi scappare, di conseguenza, la possibilità di avere un risparmio fiscale e vedendosi, de-facto, applicata una tassa retroattiva sui loro risparmi.
 
RISPARMI PENALIZZATI – La norma, volente o nolente, non aiuta il risparmiatore che si vede penalizzato dalla complessità di gestione di questo cambio di aliquota e siamo convinti che finché non si adotterà un approccio di semplificazione e trasparenza (sia da parte dai player della industry che del regolatore) ci troveremo di fronte ad un autogol andando a penalizzare i nostri risparmi. Per meglio dire sarà penalizzato il capitale collettivo, valore costruito negli anni e uno dei punti di partenza su cui far ripartire il Paese.