MEGLIO L’AZIONARIO – “Siamo complessivamente positivi rispetto all’azionario, poiché riteniamo che sia l’asset class caratterizzata dalle valutazioni più interessanti”. Lo sostiene Juan Nevado, team multi-asset di M&G e co-gestore del fondo M&G Dynamic Allocation fund, che “tuttavia considerando la scarsa correlazione tra asset a livello globale, è importante operare una buona diversificazione così che se in una determinata regione ci sono impatti negativi, altre aree potrebbero performare bene riparando auspicabilmente le eventuali perdite. È anche importante cercare una diversificazione efficace a livello di asset class”.
TITOLI DI STATO – E per quanto riguarda i titoli di Stato? “Crediamo che alcuni titoli di Stato mainstream a lunga scadenza offrano ancora un buon potenziale di diversificazione rispetto all’esposizione azionaria. Tuttavia, dopo la forte performance di quest’anno, buona parte di questa proprietà di diversificazione si è in qualche modo ridotta –per cui abbiamo diminuito l’esposizione complessiva ai titoli di Stato. Tra i titoli a reddito fisso in portafoglio, abbiamo delle considerevoli posizioni in alcuni titoli di Stato dell’Europa periferica e dei mercati emergenti, dove osserviamo che gli investitori sono ancora sovracompensati per il rischio assunto. Abbiamo inoltre reintrodotto un po’ di esposizione al credito: nonostante la significativa compressione degli spread negli ultimi anni, diversificare sul credito rimane una componente importante e utile di un portafoglio multi-asset”.
Il grafico sotto mostra il contesto di valutazioni che il team multi-asset di M&G usa per stabilire l’attrattività o meno delle varie asset class rispetto ai loro livelli di equilibrio o fair value.

L’azionario
Sebbene rimangano una serie di rischi concreti – dal rallentamento della Cina, alle tensioni tra Russia e Ucraina – “crediamo che l’economia globale stia ampiamente procedendo nella giusta direzione e che il premio al rischio offerto delle azioni sia piuttosto interessante”, prosegue l’esperto. “In particolare, constatiamo che il quadro economico in Occidente sia in deciso miglioramento, con il rafforzamento costante dei dati di molte aree come Stati Uniti, Inghilterra, Europa e anche Giappone (questo anche se alcuni dati giapponesi si sono rivelati al di sotto delle aspettative). Si possono trovare buone opportunità in alcuni comparti selezionati. Ad esempio, se anche l’azionario USA non è più a sconto, nelle ultime settimane abbiamo aumentato l’esposizione ad alcuni particolari settori caratterizzati da valutazioni ancora interessanti come il comparto tecnologia e il bancario degli Stati Uniti”.
Gli emergenti
“Alcuni mercati emergenti sembrano ancora offrire valore, e i principali non hanno finora sentito l’impatto del tapering come molti commentatori avevano previsto invece all’inizio dell’anno. Tuttavia, si richiede cautela poiché rimangono alcuni rischi reali. Al momento preferiamo essere scarichi di azionario cinese, ma abbiamo aggiunto dopo un’attenta osservazione delle valutazioni una posizione sui titoli di Stato brasiliani a due anni”.
Il reddito fisso
“Sul fronte reddito fisso, continuiamo a ritenere che titoli di Stato mainstream a lunga scadenza abbiano un ruolo da giocare come potenziali elementi diversificatori di rischio per il sopvrappeso sull’equity. Tuttavia, dopo una forte performance, queste proprietà di diversificazione non sono così interessanti. Quindi abbiamo ridotto la posizione lunga sui Treasuries USA a 30 anni e aperto una posizione corta sui Bund tedeschi a dieci anni. Manteniamo una posizione lunga sui Bonos a 10 anni. Al tempo stesso, pur mantenendo una posizione di peso su titoli di Stato dei Paesi dell’Europa periferica (Spagna e Portogallo in particolare) e su alcuni mercati emergenti (Malesia, Messico, Sud Africa e Brasile), abbiamo reintrodotto un po’ di esposizione al credito, principalmente con rating BBB”.