La stagione degli annunci dei risultati del secondo trimestre non è ancora finita, ma oltre la metà (quasi il 60%) degli utili delle imprese europee è stato al di sopra o in linea con il consensus. Secondo le stime di Ibes, scrive Milano Finanza, gli utili dovrebbero crescere in media del 6% nell'intero 2014. In base alle stime più recenti, ecco cinque titoli che gli analisti di Societe Generale consigliano di acquistare e altrettanti da vendere.
Da comprare:
1) Axa. Al gigante francese delle assicurazioni è stato assegnato il prezzo obiettivo a 12 mesi di 24 euro, che implica un potenziale di rialzo del 30%, dopo risultati del primo semestre migliori delle attese. Il titolo negli ultimi tre e 12 mesi ha registrato una performance rispettivamente del 5,7 e dell’8,2%. Attraente il dividend yield (4,9% quest’anno e 5,2% nel prossimo). Il bilancio del terzo trimestre sarà pubblicato il 24 ottobre.
2) Roche. Il colosso farmaceutico elvetico merita un target price di 325 franchi, che implica un potenziale di rialzo del 22%. Gli analisti giudicano infatti positivamente la recente acquisizione della società biotech Usa Intermune. Il titolo negli ultimi 12 mesi ha registrato una performance del 10,4%. Il p/e (prezzo/utile) passa da 17 nel 2014 a 15,6 nel 2015. Il rendimento della cedola è 3,1% quest’anno e 3,3% nel prossimo.
3) Essilor. Target price di 93 euro, del 25% circa superiore alle quotazioni attuali per la società francese. Gli analisti stimano un aumento dell’8% dei ricavi e del 3,6% dell’ebit (reddito operativo netto), a fronte tuttavia di un calo del 5,6% dell’utile netto. Il titolo, che capitalizza 15,8 miliardi di euro (a fronte di un valore d’impresa di 19,3) negli ultimi 12 mesi è sceso del 15%.
4) Evraz. Alla compagnia mineraria russa, che è quotata a Londra, è stato attribuito un target price di 136 pence, che implica un potenziale di rialzo del 25%. Il titolo negli ultimi tre è salito del 6,3%, anche se a 12 mesi la performance resta negativa (-9,4%). Il p/e scende da 16,8 quest’anno a 13,7 nel prossimo.
5) Manitou. Prezzo obiettivo di 16 euro, del 29% superiore alle quotazioni attuali, per la small cap francese (490 milioni di euro di capitalizzazione) specializzata nel settore meccanico. Il titolo, che tratta 22 volte l’utile 2014 e 17 quello del 2015, negli ultimi 12 mesi è salito sul listino di Parigi del 18%. Il rendimento della cedola è 1,8% quest’anno e 2,4% nel 2015.
Da vendere:
1) Rwe. Alla multi utility tedesca è stato assegnato un target price di 22 euro. Il titolo, che capitalizza 18 miliardi di euro, negli ultimi tre e 12 mesi ha registrato una performance rispettivamente del 6,1 e del 31,1%. Il p/e scende da 14,9 nel 2014 a 15,5 nel 2015, a fronte di un dividend yield rispettivamente del 3,4 e del 3,2%.
2) CRH. Al gruppo irlandese che opera nel settore dei materiali da costruzione, è stato attributo il rating sell (vendere), perché alle quotazioni attuali, nonostante sia sceso del 9,4% negli ultimi tre mesi, è ancora sopravvalutato rispetto ai competitor. Il titolo tratta 22,9 volte gli utili 2014 e 18 quelli del 2015. Il rendimento della cedola è quest’anno intorno al 3,4%.
3) Carlsberg. Il gigante danese della birra merita un target price di 475 corone, che è del 16% inferiore alle quotazioni recenti, a causa del peggioramento della situazione in Russia, dove intende chiudere gli impianti, che operano al 50% della capacità, contro un livello ottimale dell’85%. Il titolo, che capitalizza 80,5 miliardi di corone, è tornato sui livelli di 12 mesi fa. Il dividend yield è inferiore al 2%.
4) Polyus Gold International. Al gruppo minerario russo, quotato a Londra, dopo la pubblicazione del bilancio semestrale, è stato assegnato un target price di 180 pence, che è inferiore alle quotazioni recenti, a causa sia dello scenario negativo del prezzo dell’oro che della svalutazione del rublo. Il titolo, che capitalizza 5,4 miliardi di sterline, negli ultimi 12 mesi ha lasciato sul terreno il 10% circa.
5) Cairn Energy. La compagnia petrolifera inglese è correttamente valutata 155 pence, contro una quotazione attuale intorno a 188, perché il titolo, che capitalizza poco più di un miliardo di sterline, continuerà ad essere sotto pressione, prima di qualche nuova scoperta commerciale. Negli ultimi 12 mesi è sceso di oltre il 30%, ma ha registrato una performance positiva negli ultimi tre (+3,5%).