L'instabile scenario in Asia e i recenti disordini a Hong Kong hanno indotto gli analisti di Barclays a riconsiderare le valutazioni dei titoli del lusso. A loro parere le Americhe sono l'area migliore, mentre l'Europa è debole a causa del rallentamento del turismo e in Asia la situazione cambia da un paese all'altro, con i marchi nuovi che registrano migliori performance di quelli più maturi. La Cina sembra essersi stabilizzata, Hong Kong è in calo, mentre in Corea e Giappone la situazione è buona. Ecco chi può salire ancora e chi no, come riportato da MilanoFinanza.it.
1) Salvatore Ferragamo. Giudizio positivo (overweight) e prezzo obiettivo 26 euro, contro una quotazione recente di 21,35 euro (+23% il potenziale di rialzo) perché, nonostante il difficile scenario di mercato, continuerà a registrare un andamento positivo dei conti, che giustifica la valutazione a premio rispetto ai concorrenti. In particolare in Europa beneficerà del riposizionamento del marchio. Il margine operativo lordo dovrebbe arrivare al 25% entro il 2017 (dal 20,7% del 2013). Sul listino di Milano la performance a un anno è negativa (-20%).
2) Tod’s. Rating underweight (sottopesare) sul titolo Tod’s, che pur avendo una prospettiva favorevole nel lungo termine nel breve periodo deve far fronte a molte sfide, legate alle difficili condizioni di mercato. I punti critici sono l'espansione retail (con 15 nuove aperture contro le 15-20 precedenti), la diversificazione di prodotto (focus sul business dei prodotti in pelle e delle borse nonostante i limitati progressi durante gli scorsi anni), il peso dell'e-commerce (che il management intende sviluppare, ma che attualmente incide meno dell'1% sui ricavi) e la scarza visibilità sull'andamento futuro dei margini reddituali. Il target price è 79,50 euro, contro una quotazione recente di 76,15. Il titolo, che negli ultimi 12 mesi ha lasciato sul terreno il 45%, viene scambiato a premio rispetto alla media storica, pur non essendoci motivo.
3) Prada. Parere negativo (underweight) anche sul gruppo italiano del lusso quotato a Hong Kong, per le prospettive deludenti a livello di utili, lo scenario difficile del retail e la crescente concorrenza nel mercato dei prodotti in pelle. Le indicazioni della società dopo la comunicazione dei conti del secondo trimestre indicano vendite in linea con il primo semestre, mentre la redditività continua ad essere sotto pressione con limitati miglioramenti dal lato dei risparmi sui costi. Il margine operativo lordo (ebitda margin) è stimato in leggero calo dal 31,9% del 2014 al 29,7% del 2017. Il prezzo obiettivo è 43 dollari di Hong Kong, inferiore alle quotazioni recenti intorno a 48,4. Negli ultimi 12 mesi Prada ha registrato un total return (performance + rendimento della cedola) negativo (-37,3%).
4) Luxottica. Rating overweight grazie al trend di forte crescita del settore, in conseguenza dell'invecchiamento della popolazione, l’impressionante capacità di generare cash flow e la buona esposizione ai mercati emergenti. Punti di forza che secondo gli analisti non verranno indeboliti dal recente cambiamento dei vertici, con l'uscita del ceo Andrea Guerra. Il fatturato è stimato in aumento al ritmo del 6,8% e l'utile del 12% nel periodo 2013-2016. Il margine lordo (ebitda margin) dovrebbe invece passare dal 19,5% del 2013 al 21% del 2016. Il prezzo obiettivo del titolo, che in un anno ha realizzato una performance del 6,5%, è 43 euro (+4,8% dalle quotazioni attuali).