Dalla Fed agli stress test: le 8 incognite che minacciano i mercati

Da domani e fino a Natale sono molte le notizie e le decisioni istituzionali che potrebbero incidere sull'andamento di Borse e bond. Ecco le tappe più significative raccolte da Il Sole 24 Ore.

Tasso d’inflazione Usa / 22 ottobre
Mercoledì 22 ottobre viene comunicato il tasso di inflazione negli Stati Uniti relativo al mese di settembre. Ad agosto l'inflazione è scesa all'1,7% dal precedente 2%. Le previsioni indicano ulteriori ribassi, complice il calo del prezzo del petrolio. Non a caso il presidente della Federal Reserve di St.Louis, James Bullard, ha indicato come ci siano crescenti “rischi di disinflazione negli Stati Uniti che potrebbero spingere verso un prolungamento del piano di acquisti di titoli di Stato”. Paradossalmente, quindi, un forte calo dell'inflazione negli Usa potrebbe alimentare aspettative rialziste sui mercati nel qual caso la Fed decida di prolungare il piano di stimoli monetari che, in teoria, dovrebbe essere azzerato a fine mese.

2. I risultati degli stress test in Europa / 26 ottobre
Domenica 26 ottobre la Banca centrale europea comunica i risultati degli stress test condotti su 124 gruppi bancari europei, fra cui 15 italiani. Un passaggio importante per testare la solidità dei patrimoni dopo la crisi finanziaria. Nelle ultime settimane il settore bancario ha sofferto in Borsa (emblematico il caso di Banca Mps che ha ceduto il 16% in 5 sedute). Le previsioni indicano poche bocciature, ripartite tra istituti del Nord Europa (a causa di eccesso di derivati in portafoglio) e Sud (a causa di non performing loans). Un buon esito potrebbe dare nuova linfa, così come un numero di bocciature superiore a quelle attese potrebbe penalizzare i mercati.

3. La Fed decide se azzerare gli stimoli / 28-29 ottobre
Si riunisce il Fomc (Federal open market committee, il comitato operativo della Federal Reserve). Secondo le attese in questa occasione la Fed annuncerà la fine degli stimoli monetari, che erano partiti al ritmo di 85 miliardi di dollari al mese (suddivisi tra acquisti di titoli di Stato e titoli privati) e sono stati ridotti a settembre a 15. Se gli stimoli verranno azzerati è ragionevole aspettarsi un successivo rialzo dei tassi entro sei mesi.
Tuttavia i ribassi delle Borse nelle ultime due settimane hanno spinto alcuni a ipotizzare che la Fed possa dilatare i tempi del tapering (ovvero la fine degli stimoli). In questa opzione i mercati potrebbero reagire positivamente. Altrimenti aumenterebbero le aspettative circa una staffetta tra Fed e Bce nel pompare liquidità.

4. Elezioni di metà mandato negli Usa / 4 novembre
Sono trascorsi due anni dalla seconda elezione del democratico Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti. Il 4 novembre si vota per elezioni di metà mandato. I mercati attendono di conoscere se la maggioranza resterà ai democratici o passerà ai conservatori.

5. Il direttivo della Bce / 5 novembre
Si riunisce, come ogni primo giovedì del mese, il consiglio direttivo della Banca centrale europea a Francoforte. I mercati aspettano nuovi stimoli per contrastare i rischi di deflazione nell'Eurozona dato che sei Paesi su 18 (fra cui l'Italia) stanno già vivendo un rallentamento dei prezzi.
Il 20 ottobre la Bce ha lanciato il piano di acquisto di covered bond ed entro fine anno si appresta ad acquistare titoli cartolarizzati Abs (Asset backed securities). Ma secondo molti, tra cui l'economista Noriel Roubini, questi stimoli non funzioneranno. I mercati si aspettano di più, un vero quantitative easing in stile americano che comprenda anche l'acquisto di titoli di Stato.

6. La Catalogna vota per l'indipendenza / 9 novembre
Il referendum in Catalogna non è stato riconosciuto dal governo spagnolo ma si terrà ugualmente e avrà solo un valore consultivo. Un successo del “si” potrebbe innescare altre spinte secessioniste in Europa.

7. Si riunisce ancora la Bce / 4 dicembre
Se la Fed avrà azzerato gli stimoli cresceranno le aspettative dei mercati su una reale staffetta tra Fed e Bce nell'immettere liquidità. La Bce tuttavia è frenata anche da motivi politici dato che la Germania ha più volte ribadito di essere totalmente contrario all'ipotesi di un acquisto di titoli di Stato che si prefigurerebbe come una forma di aiuti di Stato, vietati dai Trattati europei.

 8. Si riunisce ancora la Fed / 16-17 dicembre
Ultima riunione dell'anno del Fomc. Si attendono importanti indicazioni sui tempi per un rialzo dei tassi negli Usa.