“Le banche centrali hanno portato i tassi d’interesse su livelli praticamente nulli e in tale contesto l’appetibilità dei dividendi ha continuato ad aumentare, al punto che per molti investitori le cedole azionarie hanno preso il posto degli interessi che in passato si ottenevano dai mercati obbligazionari”, dice al settimanale Milano Finanza, Arnoldo Valsangiacomo, membro del cda di Ethenea Independent Investors e gestore degli Ethna funds.
TUTTI PAZZI PER I DIVIDENDI – Insomma occhi puntati sui dividendi azionari. Anche perché sempre secondo Valsangiacomo, “nei prossimi anni la distribuzione dei dividendi continuerà ad aumentare in modo costante e nel 2015 soltanto in Europa le società distribuiranno ai loro investitori più di 300 miliardi di euro”.
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A PIAZZA AFFARI – In Italia nella classifica delle prime società, considerando i dividendi attesi, ci sono Unipol (che potrebbe rendere più dell'8%), Eni (6,8%), Snam (6%), Ascopiave (6%), STM (5,7%), Cattolica Assicurazioni (5,7%), IGD (5,6%), Erg (5,6%), Iren (5,5%) e Terna (5,2%).