RENDIMENTO IN CALO – Il rendimento del Btp a 10 anni tocca un nuovo minimo storico al 2,24% dal precedente minimo del 2,26% segnato a settembre. Il differenziale con il Bund è a 146 punti base. Intanto, l'indice Pmi dell'eurozona pubblicato ieri suggerisce che "una ripresa più forte è improbabile nei prossimi mesi, con i nuovi ordini in calo per la prima volta dal luglio del 2013", come ha sottolineato il presidente della Bce Mario Draghi durante un congresso a Francoforte. La Bce farà "tutto quello che va fatto per alzare l'inflazione e le aspettative d'inflazione il più in fretta possibile", e se l'attuale politica monetaria non è efficace abbastanza "aumenteremo la pressione ampliando ulteriormente i canali attraverso cui interveniamo". Per Draghi "la situazione dell'inflazione nell'eurozona è diventata sempre più difficile".
APPROPRIATE RIFORME STRUTTURALI – La Banca centrale europea è "impegnata a ricalibrare le dimensioni, il ritmo e la composizione degli acquisti di titoli, se necessario, per rispettare il proprio mandato", ha detto Draghi, citando esplicitamente il quantitative easing messo in atto dalla Federal Reserve e dalla Banca del Giappone. Il presidente della Bce è tornato anche a sottolineare la necessità di "appropriate riforme strutturali" per creare un ambiente imprenditoriale "dove i nuovi investimenti siano attraenti".