Tre titoli azionari da evitare

La crescente volatilità delle borse, scrive Milanofinanza.it, ha indotto gli analisti di Société Générale a ridurre nell’asset allocation consigliata il peso delle azioni, pur mantenendo la preferenza per gli Stati Uniti e l’Eurozona. Le azioni inglesi, nipponiche e dei Paesi emergenti offrono invece a loro parere un profilo rischio/rendimento non interessante. Sui listini del Vecchio continente, ecco le società che consigliano di evitare.

1. Munich Re
Il rating sell (vendere) con un prezzo obiettivo 145,5 euro, contro quotazioni recenti intorno a 163,5 euro, è motivato dalle pressioni ribassiste che la compagnia assicurativa tedesca incontra in uno scenario di bassi tassi di interesse. Anche un probabile piano di share buyback (riacquisto di azioni proprie) nel 2015 non riuscirà a controbilanciare le difficoltà che sta incontrando. Il titolo, che capitalizza oltre 27 miliardi di euro (free float dell’88,4%), viene scambiato con un multiplo di 8,7 nel 2014 e 9,8 nel 2015, a fronte di un utile per azione rispettivamente di 18,1 e 16,2 euro. Negli ultimi 12 mesi ha registrato un TOTAL&codicestrumento=2ae">total return dell’8,6%.

2. Salvatore Ferragamo
Target price di 20 euro, inferiore alle quotazioni attuali, perché la più rapida crescita del fatturato e il basso ratio investimenti di capitale/ricavi (4% contro una media settoriale del 5,5%) sono parzialmente bilanciati dal rallentamento della redditività e dall’alto tax rate (31% contro 28% del settore) in uno scenario di minore visibilità delle vendite. Il titolo, che a Piazza Affari capitalizza 3,6 miliardi di euro (free float del 43,8%) è esposto quindi a una fase di debolezza dopo aver evidenziato negli ultimi 12 mesi un total return negativo (-23%). L'utile per azione (rettificato) è stimato 0,88 nel 2014 e 0,98 nel 2015.

3. Hannover Re
Sulla compagnia assicurativa tedesca il rating è vendere, con target 64,7 euro, contro una quotazione recente intorno a 71, perché il titolo tratta a premio rispetto alla concorrenza, con un p/e 2015 di 9,6 e un p/tnav di 1,1. Gli utili nel breve termine saranno sotto pressione, anche se non si può escludere quest’anno un dividendo speciale. L'eps (utile per azione) è previsto 7,50 euro nel 2014 e 7,26 nel 2015. Il gruppo, guidato da Ulrich Wallin, capitalizza 8,5 miliardi di euro (flottante libero del 49,8%) e negli ultimi 12 mesi ha garantito un total return del 22,3%. I risultati dell'esercizio 2014 saranno pubblicati il 10 marzo 2015.